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LETTURE/ Cantone, il "complotto" e i nemici della Repubblica

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Via dei Gergofili a Firenze dopo l'attentato del 26-27 maggio 1993 (Foto dal web)  Via dei Gergofili a Firenze dopo l'attentato del 26-27 maggio 1993 (Foto dal web)

L'Olp aveva addirittura preannunciato una pesante reazione per la condanna di un suo militante, Abu Saleh Azeh, e per i compagni dell'Autonomia romana di via dei Volsci arrestati mentre trasportavano dei missili scaricati da una nave libanese.

Ebbene, nelle indagini dei magistrati bolognesi sulla carneficina del capoluogo emiliano non compaiono proprio. Anzi, scompaiono.

A un magistrato efficiente come Cantone, che si occupa di corruzione, mi pare opportuno ricordare che da molto tempo i nostri governi hanno saputo approntare dei meccanismi, anche molto ambigui, per arginare il terrorismo. Mi riferisco al cosiddetto lodo Moro, con cui si legittimano le scorrerie dell'Olp nel nostro paese e la loro impunità. 

Ma sia per quanto concerne il terrorismo arabo-palestinese sia per quanto concerne il terrorismo di estrema destra, l'ampio saggio di Vladimiro Satta (che parla sempre con i documenti sottomano, com'è nel suo mestiere di alto funzionario del Senato) mostra come il nostro paese si sia arrangiato.

Per evitare che l'Italia diventasse teatro delle violenze e dei conflitti armati tra israeliani e arabi, venne sancita la libertà dei fautori del Fplp di attraversare anche trasportando armi, stazioni ferroviarie, autostrade, aeroporti, piazze. Noi eravamo fautori della creazione di uno Stato palestinese, cioè di un obiettivo da noi condiviso.

Ho l'impressione che questo ombrello protettivo del cd. "lodo Moro" duri ancora. Diversamente non si capirebbe come mai l'Isis abbia lasciato fuori della sua lunghezza d'onda il principale  paese del Mediterraneo.

Meno protetti sono stati i "nemici" neo-fascisti della Repubblica. Il Msi contava meno del Psdi e del Pci. Ma Satta dimostra come la copertura sia venuta spesso dai servizi segreti, presso i quali l'influenza dei dirigenti del Msi è stata molto consistente.

Lo studio di Satta è la ricerca più analitica e dotata di senso storico che sia mai stata fatta sugli attentati alla stabilità — ma anche alla stessa sopravvivenza — della repubblica nata dall'antifascismo.



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