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STORIA/ Lodo Moro, fuori le carte che provano il "tradimento" dell'Italia

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Aldo Moro (1916-1978) (Foto dal web)  Aldo Moro (1916-1978) (Foto dal web)

Il mistero del movente della strage di Bologna potrebbe essere tutto qui. E sarebbero poste le basi per arrivare a  svelare chi l'ha concepita e attuata. Si dovrebbero completare le indagini su questo punto, rimediando ad un vuoto, una lacuna investigativa. Occorre accertare dove sia finito l'importante documento di Stefano Giovannone citato dal dirigente del Sismi Silvio Di Napoli, o spiegare chi l'ha rimosso dagli archivi e fatto sparire.

Conoscere la data di questa informativa è cruciale. Se è stata inviata dopo il 2 agosto 1980, cioè dopo la strage di Bologna, i magistrati potrebbero dire di avere privato di ogni credibilità la cosiddetta "pista palestinese". Ma se fosse stata inviata prima del 2 agosto, cioè della strage, la pista palestinese troverebbe un avallo e una legittimazione anche documentale, cioè probatoria, formidabile.

L'ambasciatore messo a capo dei servizi Giampiero Massolo mi ha, di fatto, negato l'accesso alle carte di Stefano Giovannone. Sono un professore universitario, un ricercatore, quindi un cittadino che agli occhi degli inquilini dei palazzi romani non conta nulla. Alfonso e Cieri, di fronte ad un analogo rifiuto, conoscono quali sanzioni il codice prevede per trasgressori di obblighi di ufficio.

Non mi nascondo, anzi dichiaro di condividere quanto Alfonso e Cieri lasciano intendere: l'esistenza di una sproporzione tra la pena inflitta ad Abu Saleh Anzeh e la devastazione di Bologna. E' la città che alla solidarietà popolare, all'assistenza, alla difesa delle ragioni del popolo palestinese ha dato probabilmente più di qualunque altra in Europa. Per questa ragione, una loro iniziativa per superare questa contraddizione mi pare preziosa e urgente.

Occorre anche essere poco candidi. Di recente la Commissione Moro ha acquisito, per la scadenza del segreto di Stato, le carte Toni-De Palo (due giornalisti recatisi in Medio Oriente, con la copertura dell'Olp, e rimasti là per sempre, penso per aver voluto documentare il traffico d'armi). Ha, però, proceduto a secretare l'accesso per chi non è parlamentare o consulente della Commissione Moro (presieduta dal sen. Fioroni). E' una vecchia storia, alla quale il Tribunale di Bologna, con un atto di indipendenza e di coraggio, potrebbe mettere finalmente fine. C'è da dire che i giudici bolognesi avrebbero potuto consultare queste carte prima del 28 agosto 2014, quando venne a scadenza il termine del segreto di Stato sui rapporti Sismi-Olp (legato alla vicenda Toni-De Palo) apposto 30 anni prima da Bettino Craxi. Purtroppo si autoesclusero dall'accesso ad esse sentenziando che il lodo Moro non esiste. E' quanto ha ribadito, in una serrata (ma solo formalmente impeccabile) argomentazione, il 9 febbraio 2015, il gip Bruno Giangiacomo nell'ordinanza di archiviazione.

(2 - fine. La prima parte è uscita venerdì 11 marzo)



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COMMENTI
13/03/2016 - Una domanda (Giuseppe Crippa)

Ringrazio molto il prof. Sechi per questo accuratissimo e per certi versi coraggioso lavoro e mi permetto di chiedergli: “Non pensa che non fosse Bologna ma più probabilmente la stazione Termini a Roma (o forse semplicemente il treno in corsa) il posto designato dal terrorista Carlos per l’esplosione?”