BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Tramonto della rivoluzione? Ecco perché il mondo ha bisogno del papa

Pubblicazione:

Giulio Romano, La Giustizia (Palazzi Vaticani, Sala di Costantino, 1520) (Immagine dal web)  Giulio Romano, La Giustizia (Palazzi Vaticani, Sala di Costantino, 1520) (Immagine dal web)

Da questo alveo fioriranno i dibattiti più recenti sulla regolamentazione dei rapporti tra i due ordinamenti reciprocamente sussistenti: i due lati della convivenza promiscua dei distinti, dentro l'unità solidale della storia umana. Dopo la crisi dello Stato moderno e la tempesta dei totalitarismi del Novecento, si arriverà, infine, a una piena chiarificazione della critica di ogni forma di degenerazione unilaterale di un potere sacralizzato che pretenda di porsi come unico arbitro della salvezza dell'uomo. La regola vale tanto per il potere civile, quanto per il governo dell'autorità religiosa.

La salvaguardia della distinzione dei due ordini è in effetti scomoda. Implica il negoziato, la rinuncia all'imposizione, da entrambe le parti, di uno schema di dominio inclusivo. Frena l'ingerenza autoritaria. Il pluralismo dei poteri, a fronte del sacro cristiano fondato sulla libera adesione volontaria, è l'argine insostituibile per la libertà di coscienza dell'individuo, che l'Occidente ha fatto germogliare insieme allo spirito della democrazia moderna e all'universalismo dei diritti. Abbiamo cercato di esportarli in modo non sempre felice. Dobbiamo ora tutelare questi doni da ogni rischio di rapina dall'esterno. Dobbiamo proteggerli dal riassorbimento in un modello arcaico di fondamentalismo unificatore, magari anche camuffato sotto le vesti luccicanti di una dittatura dei consumi che spegne il fuoco di ogni trascendenza aperta verso le dimensioni dell'Assoluto e schiavizza l'uomo dei desideri "a una dimensione" intrappolandolo nelle maglie del pensiero unico dominante.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.