BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Strage di Bologna, quella pista dimenticata (dai pm)

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

L'invito ai magistrati mandato dai palazzi romani fu di cercare e colpire a destra, nel mondo dell'estremismo nero, che da anni si era convertito ad una prassi terroristica vera e propria. Azioni criminali pure e semplici.

La loro sentenza si iscrive in quella che è diventata un luogo comune, la tesi della replica passiva, cioè in un'interpretazione per cui l'obiettivo sarebbe stato di colpire, facendo un eccidio di centinaia di morti, una delle capitali — Bologna, appunto — dell'antifascismo e del comunismo.

A ragione, Cantone qualche giorno fa ha parlato di una sentenza su un massacro che sembra non avere un movente. In realtà, se la motivazione di colpire il simbolo dell'antifascismo è ripetitiva, debole, con scarso fondamento probatorio, non bisogna dimenticare che le indagini processuali avevano sfiorato un'altra tesi, cioè che la strage alla stazione di Bologna rientrasse in un interesse del terrorismo arabo-palestinese (l'Olp). Sono noti i suoi collegamenti con la primula rossa dello stragismo, il venezuelano Carlos, col gruppo berlinese di Kram e ovviamente col Fplp.

Anche Vladimiro Satta mostra che in questa direzione non si è voluto, o saputo, andare a fondo. Come d'incanto settimanali del rango de L'Espresso e Panorama, che alla pista medio-orientale avevano dedicato ampie inchieste e attenzioni, improvvisamente evitarono di tornare sull'argomento. Sulle responsabilità calò un lungo silenzio. 

E' durato fino ad oggi. Grazie al lavoro di studiosi e funzionari di alto livello come Antonio Maria Costa, lo stato di guerra in cui vivono l'Italia e l'Europa per l'opera infaticabile del terrorismo è ormai sotto gli occhi di tutti. Il problema ora è cercare di capire come mai in Italia stenti la presa di coscienza che la destabilizzazione viene dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Come ha mostrato Costa, essi veicolano altri interessi (dell'ex Unione sovietica), unitamente a velleità espansionistiche (degli Emirati Arabi), e alla ricerca di nuovi equilibri e di nuove alleanze (provenienti dall'Iran, dall'Iraq, dalla Siria, dalla Libia).



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/03/2016 - Lo pensano in molti (Giuseppe Crippa)

Prof. Sechi, se Lei chiedesse ad un qualunque cittadino (di una certa età) chi fosse dietro la strage di Bologna, Le verrebbe risposto: il terrorismo arabo… Ennesimo esempio di scollamento tra l’operato delle istituzioni e l’opinione pubblica.