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SHAKESPEARE/ Se non volete ucciderlo, lasciatelo "parlare"

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Vetrata della Holy Trinity Church, Stratford-upon-Avon (Infophoto)  Vetrata della Holy Trinity Church, Stratford-upon-Avon (Infophoto)

Va da sé che nessuno dei quadri che Shakespeare ha ispirato può calcare una scena, anche se la Lady Macbeth di Sargent raffigura l'attrice Ellen Terry in una performance di fine ottocento; tuttavia personalmente, e non credo di essere la sola, ho amato il fascino fiabesco di Botton con la testa d'asino circondato dalle fate o abbracciato da Titania più nei quadri di Fussli che in talune performances, e nessuna performance teatrale può mostrare l'intreccio di follia ed innocenza di Ophelia con le braccia aperte e sollevate al cielo mentre fluttua nel fiume nel quadro di Millais.

Shakespeare era certamente a suo agio con music and dance, elementi essenziali e non decorativi del suo teatro; The Willow Song cantata da Ophelia poco prima che l'amato sposo la uccida per gelosia ne rivela tutto il dolore tragico ed innocente, la canzone di Much Ado about Nothing Sing no more dice quel che tutti sanno, che essere costanti non è dono maschile, anche nella versione dei Mumford and Sons, e la danza alla fine di una commedia celebra i matrimoni, la riconciliazione, la pace e la vita. Ma la musica ed il balletto sono andati oltre Shakespeare, ed un'occhiata a http://www.lieder.net lo conferma, con autori classici e moderni che hanno creato arie, ouvertures ed adattamenti di ogni genere ispirati a Shakespeare. Ma ne hanno cambiato il linguaggio, inevitabilmente, arrivando anche, senza alcun ritegno, a levargli quel che appare l'essenziale di Shakespeare, la parola. 

Oppure riescono a lasciargliela, come nell'intreccio fra balletto, narrazione e video proiezioni di The Winter's taledi Christopher Wheeldon all'Opera House di Londra, dal 12 aprile al 10 giugno; un'altra eccellente idea per un ponte primaverile alla scoperta di una strana verità esperienziale, ben chiara a mio parere al genio elisabettiano, che The highest cannot stand without the lowest (L'alto non può reggersi senza il basso), C.S. Lewis. 

(3 - continua) 

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