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LETTURE/ Adriana Innocenti, il teatro è la nostra carne

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Adriana Innocenti (1926-2016) (foto da http://patrimoniorale.ormete.net/)  Adriana Innocenti (1926-2016) (foto da http://patrimoniorale.ormete.net/)

Ma Erodiade fu un momento di scuola per tutti noi: lo fu per Riccardo Bonacina, lo fu per Giuseppe Frangi, lo fu per tutti gli Incamminati, lo fu per me che scrivo. Con la sua forza, senza mai cercare di renderci uguali a lui, Giovanni Testori ci trascinava nel mistero della carne crocefissa e redenta, nel quale risiede la vera natura del Teatro.

Oggi Testori non c'è più, non c'è più Emanuele, non c'è più Adriana. Quell'evento, dal quale imparai che non c'è cultura senza dono di sé, e che mi formò per sempre nella coscienza del mio compito e, insieme, della mia fragilità, sembrerebbe bruciato, ridotto a cenere. Oggi siamo tutti più vecchi, più saggi, qualche volta più furbi. Sappiamo meglio come va il mondo. 

Eppure, da allora e per sempre, qualunque cosa la vita ci abbia condotto a fare, il compito rimane: non toglierci mai di dosso l'impronta che ci segnò in quegli anni lontani, la scuola alla quale cominciammo a crescere, e di cui l'Erodiade di Adriana costituì una delle lezioni centrali. 

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