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LETTURE/ Dal caso Moro a Mani pulite, la lunga mano della Cia in Italia

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Aldo Moro (1916-1978)  Aldo Moro (1916-1978)

Non per nulla, durante un suo viaggio negli Stati Uniti, Henry Kissinger (che tutt'ora tiene banco in Italia, ospite dei più autorevoli talk show televisivi, malgrado i suoi novantatré anni, che peraltro non dimostra affatto) aveva sibilato a Moro: "Lei la deve smettere di volere il Pci nel governo. O la smette, o la pagherà cara" (testuale: testimonianza della moglie di Moro, Noretta, alla Commissione parlamentare).

A questo punto, qualcuno potrebbe domandarsi come mai nessuno, all'interno dello staff delle Br, pensò di dissuadere Moretti dal puntare sull'obiettivo Moro, leader democristiano sì, ma di certo non sgradito alla sinistra. La risposta è molto semplice: quello staff, come peraltro l'intera base brigatista, era composto da una massa di idioti.

E vediamo come Mario Moretti ha scontato i sei ergastoli cui fu condannato. Oggi settantenne, è in regime di semilibertà dal 1997. La notte (ma il particolare andrebbe controllato, e io non ho né il tempo né il modo né una testata che mi copra, per farlo, o per farlo fare ad un giovane collega) va a dormire nel carcere milanese di Opera e di giorno lavora, come dirigente, in una cooperativa che gestisce gli impianti informatici della Regione Lombardia. Ha scritto un libro di successo (Brigate rosse, una storia italiana) e ha fondato l'Associazione "Geometrie variabili" per fornire "lavoro non alienante ai detenuti". Di geometria (la "geometrica potenza di via Fani") parlava anche, a proposito dell'annientamento della scorta di Moro, il suo braccio destro Oreste Scalzone, scarcerato "per motivi di salute", poi "esule" a Parigi fino al 2007, quando poté tornare in Italia senza scontare la condanna perché i giudici della Corte d'assise di Milano avevano sancito l'"intervenuta prescrizione in relazione ai reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine".

Già questi particolari inducono a forti perplessità. Ma c'è ben altro che meriterebbe di essere approfondito, pubblicizzato e seguito. Mi riferisco alle testimonianze storiche di due personalità come il senatore Giovanni Pellegrino, per ben sette anni, dal 1994 al 2001, presidente della Commissione parlamentare stragi, e il senatore Ferdinando Imposimato, già giudice istruttore per il sequestro e l'assassinio Moro, poi senatore, poi presidente della Cassazione e ora avvocato e storico. 

Pellegrino ha scritto, con Giovanni Fasanella, il libro-intervista Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro(Einaudi), in cui sostiene che Moro fu ucciso per ordine della Cia. Dunque, Brigate rosse telecomandate, con il beneplacito del Kgb, che temeva di perdere il controllo di un Pci inserito nel governo Moro e dunque deciso a privilegiare gli interessi dell'Italia e non più quelli dell'Urss.  



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COMMENTI
01/04/2016 - Ma per l'amor del cielo... (Massimo Zamarion)

Quando la mitologia o la gombloddologia reazionaria si fonde con quella comunista...

 
01/04/2016 - commento (francesco taddei)

noi abbiamo perso la seconda guerra mondiale, loro hanno vinto. voi dite liberato, ma le loro basi sul nostro suolo dicono conquistato. un paese senza identità è inutile che si lamenta, dovrebbe pensare a costruire una vera nazione.