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LETTURE/ Edward Hopper, il vuoto di questa America orfana dell'altro

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E. Hopper, Room in New York (particolare, 1932) (Immagine dal web)  E. Hopper, Room in New York (particolare, 1932) (Immagine dal web)

In un paese esasperato per le uccisioni in massa che sono diventate l'atroce normalità, dove le frontiere sono attaccate da cielo e terra, e dove gli individui si muovono come le figure disperse e perse nei quadri di Hopper in cerca di una verità nascosta che ora affiora in un linguaggio selvaggio e anche dispotico fra gli avversari politici e chi li ascolta e manda avanti, l'altro che potrebbe essere un'alternativa non è presente. Ciò che ascoltiamo e leggiamo è quel vuoto che si scorge non solo nei dipinti ma anche nei disegni a matita di Hopper, così come sono raccolti nella mostra a Bologna in questi giorni. Guardare l'opera di Hopper è gettare uno sguardo dentro l'anima americana.



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