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LETTURE/ Da Benedetto XVI a Francesco, solo l'amore gratuito vince il Nulla

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Dal film "Marcellino pane e vino" (1955) di L. Vajda  Dal film "Marcellino pane e vino" (1955) di L. Vajda

Il filosofo tedesco offre la chiave ultima di interpretazione dell'essere stesso. L'essere finito non è "qualcosa", ma un "atto di donazione gratuita". L'essere è amore gratuito donato, quindi nel regno delle cose è un "nulla". L'amore stesso è nulla! Quando uno ci dice grazie rispondiamo spesso: "di nulla". Il linguaggio stesso rivela questa dimensione ontologica della realtà. Solo questo nulla dell'amore gratuito — e non, ad esempio, un'insistenza sui valori andati perduti — permette di attraversare e superare il nichilismo, senza ignorarlo o condannarlo.

Dalla sua prima opera all'ultima, Gabe und Vergebung. Ein Beitrag zur biblischen Ontologie ("Dono e perdono. Un contributo per un'ontologia biblica, Freiburg, 2006 a cura di Stefan Oster, oggi vescovo di Passau), Ulrich ha approfondito in modo sempre più acuto questa sua intuizione giovanile riflettendo sull'ateismo, sulla preghiera, sulla libertà e sull'antropologia filosofica dell'infanzia (opera questa tradotta in italiano con il titolo: L'uomo come bambino, Roma 2013). In quest'ultimo suo lavoro, un lungo commento ontologico biblico alla famosa parabola del figlio prodigo (Lc 15), ci viene offerta, se ci si prende il tempo opportuno per una meditazione filosofica dal linguaggio cristallino, ma non semplice, uno sguardo sul mistero ultimo e primo dell'esistenza: il dono gratuito dell'essere. Senza di esso ogni nostra azione e ogni nostro pensiero vengono condannati — da sé, non da un altro — ad un nichilismo senza speranza, gaudente o meno, eroico e meno, a seconda del carattere e della personalità donata, che nella sua dimensione "libertina", direbbe Methol Ferré, sta devastando ora il mondo ed in modo particolare le popolazioni povere del pianeta, mediante la mercificazione del sesso e l'espansione della droga. Il Padre che "permette" il perdersi del figlio nelle diverse forme di mercificazione dell'essere donato, aspetta con grande attenzione il suo ritorno: per un abbraccio incondizionato! 

Quali che siano le forme che il vuoto nichilista prende nella nostra esistenza storica — ad esempio quella terroristica —, non conosco ultimamente nessun'altra via di superamento e attraversamento che non sia quella semplice e mariana del sì all'amore gratuito donato, anche e soprattutto nella forma sub contrario del dolore del mondo, che è sempre il dolore di singoli uomini e popoli. Come si vede in Maria il suo sì di cuore amante e misericordioso è completamente fecondo, così fecondo che può accompagnare il Figlio fino alla soglia dell'abisso del dolore. Non la protesta, ma l'assenso al dolore portato per amore può cambiare, trasformare anche il male in bene, perché "solo la misericordia è l'unica vera ed ultima reazione efficace contro la potenza del male. Solo là dove c'è misericordia finisce la crudeltà, finiscono il male e la violenza" (Benedetto XVI in una recente intervista al padre gesuita belga Jacques Servais). 

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