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SHAKESPEARE/ Giulio Cesare, la "doppia verità" delle nostre intenzioni

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Shakespeare visto dal pittore illusionista Oleg Shuplyak (Infophoto)  Shakespeare visto dal pittore illusionista Oleg Shuplyak (Infophoto)

Con il compianto sul corpo di Cesare e la lettura del testamento in cui egli lasciava il suo patrimonio al popolo romano si conclude il discorso di Antonio.

Due verità, opposte, a cui la scaltra parola dà voce. Quale contraddizione, ma anche quale indice di grande civiltà. Non perché la verità vera sia indifferente, ma perché i fatti sono complessi, affondano negli abissi delle intenzioni ed esse non sono mai pure, nascondono un segreto tornaconto. L'arte cerca di scandagliare l'ambiguità che si cela al fondo dell'uomo, la rappresenta e in questo modo contribuisce alla conoscenza, ma anche all'inquietudine della coscienza, senza le quali la percezione dei fatti, anche di quelli che ci toccano oggi, resterebbe più approssimativa e superficiale.



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