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LETTURE/ Péguy e il dramma di una civiltà senza padre

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Il più coinvolto di tutti / Più del vir politicus, del politico, del demagogo, del tribuno, dell'oratore, del legislatore, dell'eloquente, del militare, del giudice, del generale, del presidente di corte, del presidente di camera, del signor sindaco, del clericus / Poiché l'uomo di famiglia, il padre di famiglia è l'uomo più lontano dalla regola e dalla clericatura / Il sacerdote se ne accorge bene, un istinto di casta lo avverte che è lui, il padre, il nemico, il più lontano, il più straniero. / Il più secolare, il più irregolare di ogni altro uomo del secolo, forse il più irregolare. / Il più secolare poiché sa bene che l'amore non è una parola nel vento / un sentimento sospeso / fluttuante / ondi vagante / che possa evitare gli spigoli ruvidi delle cose / per una pace / che sia irenismo da celibi / Poiché essi non hanno la forza di appartenere alla natura, credono di appartenere alla grazia. Poiché essi non hanno alcun coraggio temporale di essere nel mondo, credono di essere di Dio. Poiché essi non hanno il coraggio di appartenere a uno dei partiti degli uomini, credono di essere del partito di Dio. Poiché essi non sono dell'uomo, credono di essere di Dio. Poiché non amano nessuno, credono di amare Dio. / Il più secolare, il più irregolare / Un povero essere, un essere infermo. / Umile, bisognoso di aiuto, di tutto, bisognoso di Dio, uno che segue, che deve seguire, chiedere, imparare tutto. / Un padre figlio, un padre che ha bisogno di padre; del Padre. Di Dio. / Perché Dio stesso è padre. Più padre di ogni altro padre. Nessuno è padre più di lui. Tam pater nemo. / Questo fondamento stabilisce l'eternità della paternità, la sua invincibilità; nessuno ci toglierà mai la paternità di Dio, continueremo, continuiamo ad essere figli, ad avere un Padre. Lo si può uccidere, processare, condannare, esiliare, incarcerare, incatenare. Ma il padre rimane padre, nel pieno esercizio della sua paternità. / Così la faccenda è grave e seria, proprio in considerazione dell'invincibilità del padre. / Non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio! Disse Gamaliele. Non ci accada di metterci in questa situazione. Contro Dio, contra la ragione, contro la realtà, contro l'umanità, / poiché a immagine di Dio siamo fatti, / contro la meccanica delle cose, contro le cose stesse, l'esistenza stessa delle cose. / Essere di niente è essere niente; pezzenti, buoni a nulla, infelici, vagabondi, erranti"

Curiosa a tale proposito la risposta di Jeannette: "A me che non sono di niente. Piano, madama. Si è sempre di qualche parte, si è sempre di qualche cosa e di qualcuno nella cristianità. Non ci sono pezzenti e buoni a nulla nella cristianità. Non ci sono vagabondi, erranti". 

Essere di niente è essere schiavi. Tale è, afferma Grimoldi, la galera del mondo moderno, dove ognuno rema al proprio banco, subendo la sorte comune. E conclude ponendo in evidenza tre punti che emergono dalla riflessione circa la figura del padre in Péguy vale a dire la libertà, la speranza e la giustizia. 

Scrive Péguy nel Mistero degli innocenti (1912): "Come un padre che insegna a nuotare a suo figlio / Nella corrente del fiume / E che è diviso tra due sentimenti / Perché da una parte se lo sostiene sempre e se lo sostiene troppo / Il bambino ci confiderà e non imparerà mai a nuotare. / Ma anche se non lo sostiene bene al momento buono / Quel bambino si troverà a bere… / Così io quando insegno loro a nuotare nelle prove / Anch'io son diviso tra questi due sentimenti. / Perché se li sostengo sempre e li sostengo troppo / Non sapranno mai nuotare da sé. / Ma se non li sostengo bene al momento giusto / Quei ragazzi potrebbero forse bere. / Questa è la difficoltà, ed è grande"



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