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LETTURE/ J. Franzen, esagerare con Freud fa male alla "Purezza"

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Il personaggio con cui Pip si incrocerà come un pianeta con un buco nero è Andreas Wolf: anche lui (come Penelope) mette alla prova la resistenza del lettore. Tedesco della Germania dell'Est fuggito in Bolivia dopo la caduta del muro, concorrente fittizio di Assange e Snowden, è a capo di un gruppo di hacker che scopre le malefatte dei potenti della Terra. La fama quasi perfetta di cui gode, e dalla quale è tormentato, ha tuttavia una macchia color sangue che lo insegue fino alla fine del romanzo, trascinandolo con il lettore in elucubrazioni mentali talvolta estenuanti. Aver vissuto parte della sua vita ai tempi della Stasi (di cui il padre era silenzioso collaboratore) non lo ha aiutato nel mantenere un rapporto sano con la realtà e soprattutto con la percezione di sé: vittima di un ego ipertrofico e del tutto estraneo ai pericoli del pensiero libero nella Germania dell'Est, pubblica un volgare libro di poesie che gli vale l'espulsione immediata dall'università. Solo grazie all'influenza del padre riesce a farla franca, ma deve rifugiarsi nel sotterraneo di una chiesa dove rimane per anni, prestando la sua consulenza a giovani sbandati e cessando i rapporti con la famiglia. Questo isolamento forzato incide sulla personalità di Andreas, già messa a dura prova da una madre emotivamente instabile, Katya, insegnante di letteratura inglese con un penchant per i giovani studenti. Quello che all'inizio è un isolamento dovuto alle circostanze, una volta in Bolivia diventa uno stile di vita condizionato da una paranoia incalzante che niente, neanche la devozione delle sue adoranti collaboratrici, può mitigare.

I personaggi di Purity non sono tutti patologici. Leila Helou, impegnata nel giornalismo investigativo con fonti sicure e legalmente acquisite, vive una vita un po' intricata dividendosi tra il marito, uno scrittore che ha perso lo smalto e si trova a sperimentare una cupa decadenza professionale e fisica, e il compagno, il giornalista Tom Aberant, forse il personaggio meno problematico del romanzo. Entrambi stimano poco quelli come Wolf il quale entrerà nelle loro vite con un piccolo colpo di scena. Le caratteristiche e le storie di Leila e di Tom vengono offerte al lettore con l'abbondanza tipica dell'autore ma si amalgamano nella trama in modo più indolore per chi legge.

Tutti questi personaggi agiscono sullo sfondo di una società contemporanea ormai "matura": dalla banca che vuole buttare fuori di casa degli squatter antigovernativi, colti e multietnici con cui Pip coabita, agli hacker che ricercano la verità credendo che le proprie azioni ricadano sempre nel giusto; dall'ingenuo che il 4 di luglio posta su Facebook la foto della fidanzata a cavallo di una testata da guerra da lui trafugata, ai politici, vittime delle lobby, che conoscono i pericoli a cui espongono gli elettori ma spesso non muovono un dito.



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