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24 APRILE 1916/ Rivolta di Pasqua, quando la patria vale il sacrificio della vita

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Dublino nella Pasqua 1916 (Foto mirror.co.uk)  Dublino nella Pasqua 1916 (Foto mirror.co.uk)

Sognatori, utopisti forse, che si batterono, senza possibilità di vittoria, solo per l'onore della loro patria, per risvegliare un Paese umiliato a lungo, moralmente prostrato, che grazie al loro sacrificio seppe ritrovarsi nazione. William Butler Yeats, futuro Premio Nobel per la letteratura, aveva assistito da spettatore impotente al consumarsi della tragedia, e divenne — come ricorda il libro — il più commovente cantore dell'epopea della Rivolta di Pasqua, immortalata negli splendidi versi della poesia intitolata Pasqua 1916, che si conclude con il toccante ricordo di coloro a cui fu tolta la vita, a motivo del loro amore per il proprio popolo e per la libertà:

Sapere che sognarono, e sono morti; 
E se soltanto fu eccesso d'amore
A infatuarli fino a farli morire? 
Lo scrivo in una strofa – 
MacDonagh e MacBride
E Connoly e Pearse
Ora e nel tempo a venire 
Ovunque si porti il verde,
Sono mutati, mutati del tutto:
Una terribile bellezza è nata.




-
Paolo Gulisano, "Per l'onore d'Irlanda. L'insurrezione irlandese del 1916", Il Cerchio 2016.



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COMMENTI
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