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GIOVANNI DELLA CROCE/ La poesia e il profondo dell'anima

Pubblicazione:

San Giovanni della Croce (1542-1591) in una stampa del XVIII sec.  San Giovanni della Croce (1542-1591) in una stampa del XVIII sec.

La mistica — come del resto la poesia — può essere definita soprattutto indicando quello che essa non è (in entrambe le esperienze, infatti, vi è un forte elemento apofatico; la mistica, come la poesia, dimora all'ombra del topos della ineffabilità). La mistica si invisibilizza continuamente, se posso usare questo neologismo (per il linguaggio della mistica, così come per il linguaggio della poesia, le occasionali neoformazioni non sono un capriccio ma una necessità). Dunque la elusività della mistica non dev'essere dissipata, ma bene accolta. 

A questo punto, e a costo di un'apparente contraddizione, vorrei aggiungere un altro termine alla lista dei "titoli" di san Giovanni della Croce: il termine "psicologo" (una parola che ai suoi tempi era appena nata, e sarebbe restata semisconosciuta per quasi due secoli). Ma la contraddizione è apparente, perché qui non si tratta di delimitare tecnicamente l'area d'uso di questo termine: trattando il santo da psicologo si vuol dire semplicemente che, nel suo pensiero e poesia, egli ci serve ancora da guida alla comprensione della psiche in quanto anima. 

Paolo Valesio




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