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LETTURE/ "Siate uomini": la consegna di Paolo VI ai cattolici di oggi

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Paolo VI (Foto dal web)  Paolo VI (Foto dal web)

Il linguaggio è per Montini parola, gesto e relazione: "I lontani spesso sono gente male impressionata da noi ministri della religione, perché la religione coincide per essi con la nostra persona. Sono spesso più esigenti che cattivi. Talora il loro anticlericalismo nasconde uno sdegnato rispetto alle cose sacre, che credono in noi avvilite. Ebbene, se è così, fratelli lontani, perdonateci". 

Così, rileggendo le pagine scelte da Vian, si rintraccia la grande lezione montiniana rispetto alla modernità: egli non sviluppa un progetto di riconquista, non accarezza un ritorno al passato, non elabora una strategia. La sua appare come una poetica. Una poetica dell'umano comprensibile a tutti. Nel 1967, a Fatima, Paolo VI sintetizzerà questa sua poetica in un'immagine che riassume l'intera sua visione antropologica: "Uomini, siate uomini". Solo tale pienezza può essere totalmente libera e pronta per accogliere la Parola di Dio e l'esperienza dell'uomo di fede. Il resto è, appunto, pseudo



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