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LETTURE/ Posidonio, l'interesse per gli "altri" in un viaggiatore antico

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Rovine di Leptis Magna (Foto SashaCoachman, Wikipedia)  Rovine di Leptis Magna (Foto SashaCoachman, Wikipedia)

Quanto alla prima, Posidonio non arriva certo a sostenere la necessità dell'abolizione dell'istituto servile (del resto, nemmeno San Paolo lo farà): anzi, sostiene che è lecito e naturalissimo che quanti di per sé non sanno autogovernarsi si mettano sotto la protezione e la guida di chi è più saggio. Quanto alla seconda, Posidonio vive e scrive nel momento storico in cui le più disparate popolazioni entrano in contatto con Roma, per poi finire della sua orbita; e così si interessa a tutti i popoli che attorniano l'imperium romano, descrivendoli, sulla base di uno stereotipo geografico-morale di matrice platonica, che vede nel clima un elemento capace di incidere fortemente sul carattere dei popoli e di plasmarlo. 

Ma l'Introduzione si sofferma — e forse questo è l'elemento più interessante — sul fatto che moltissimi frammenti di taglio etnografico di Posidonio hanno per oggetto le popolazioni del Nord, Celti e Germani, campo di studio ancora vergine a fine II-inizio I sec. a.C.

Per i Greci, la base più naturale per la conoscenza dei Celti sarebbe stata Massalia, l'odierna Marsiglia, fondata dai Focesi; ma, ricorda Ruggeri, i suoi abitanti molto raramente si occuparono di esplorare la Gallia interna; e, del resto, gli altri storici greci Eforo e Timeo non furono mai di persona sul territorio celtico. Posidonio, al contrario, scrive in quella tranquillità che, garantita dall'espansione romana, gli consentì verosimilmente di viaggiare dalla Narbonense all'Aquitania: lì studiò clima, paesaggio, abitanti, isolando alcune delle caratteristiche-tipo del popolo che abitava quelle terre. 

Le sue osservazioni non si avvalgono di un metodo rivoluzionario (per esempio, non conosceva la linguistica comparata), ma sono comunque "puntuali, divertenti e colgono nel segno" (Ruggeri): e l'etnografia diventa la chiave eziologica per capire il comportamento di un popolo per mezzo dello studio del suo carattere. L'Oriente è in piena decadenza morale, ma nel carattere gallico, com'è tipico di una popolazione ancora non progredita e quindi non ancora corrotta, si mescolano semplicità, astuzia, combattività, coraggio, una certa dose di vanagloria e incostanza, e la propensione al bere; e poiché, nelle popolazioni ancora rimaste indietro — diremmo verghianamente — dalla "fiumana del progresso", si possono rinvenire antichi stadi di sviluppo comuni alla storia di tutti i popoli, ai druidi l'Apamense dedica una speciale attenzione, perché in essi e nei loro ordinamenti vede le ultime vestigia di un passato remotissimo, e destinato presto a finire. 

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Posidonio, "Frammenti etnografici", a cura di M. Ruggeri. Testo greco e latino a fronte, La Vita Felice, Milano 2016.



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