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LETTURE/ Cosa farsene del cranio di Shakespeare? Chiedete a Walpole…

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Pieter Claesz, Vanità (particolare; 1630) (Immagine da Wikipedia)  Pieter Claesz, Vanità (particolare; 1630) (Immagine da Wikipedia)

Nel frattempo Colls si buttò alla ricerca di resoconti del presunto fattaccio. Ne trovò uno in una rivista di fine Ottocento dalla circolazione limitata. Si faceva un nome, un certo dottor Chambers, e una data, il 1794. Colls indagò più oltre e vide che molti dettagli quadravano davvero: rintracciò i nomi di chi si diceva lo avesse aiutato negli scavi, la profondità (realistica) a cui si diceva avessero scavato, le locande dove si diceva avessero alloggiato e così via, concludendo che "se il racconto è inventato, è incredibilmente accurato in tutti i particolari".

Ma perché andare a scavare illegalmente in una chiesa e rischiare, oltre che la maledizione del defunto, anche l'arresto?

Per soldi, ovviamente. Colls aggiunge infatti che a fine Settecento il furto di crani "famosi" fu un fenomeno piuttosto esteso. Si era infatti agli albori di una nuova "scienza" (che ebbe poi il suo boom in epoca vittoriana), la frenologia, che riteneva di poter capire il funzionamento di una mente partendo dalla conformazione e dalla misura del cranio. Ovvio che quello di Shakespeare facesse gola. L'ipotesi si fa ancora più interessante al sapere che un certo benestante personaggio avesse offerto (pare) la consistente somma di trecento sterline per la testa del Bardo. E il personaggio altri non era che Horace Walpole (1717-1797), l'inventore del romanzo gotico e ammiratore di tutto ciò che secondo lui era "medievale" o quanto meno antico.

Ma, alla fine, il cranio c'è o non c'è? Questo, purtroppo, con il radar non si vede. L'idea migliore, dopo aver sollevato tutto questo polverone, sarebbe quella di andare a vedere per davvero e, per così dire, toccare con mano. Anche a costo di aspettare altri dieci anni per ottenerne l'autorizzazione. In fondo, l'epitaffio dice di "risparmiare queste pietre", di non "scavare la polvere" e, al giorno d'oggi, la cosa si potrebbe benissimo fare senza rovinarle, che so, con un sondino. Quanto al non "(ri)muovere le [sue] ossa", una semplice occhiatina si potrà dare, no?



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