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STRAGI/ Bologna, "lodo Moro", pista palestinese: perché Renzi e Fioroni nascondono le carte?

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Aldo Moro (1916-1978) (Foto dal web)  Aldo Moro (1916-1978) (Foto dal web)

L'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu può testimoniare che uno dei dirigenti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina venne Roma a incontrarlo durante la detenzione del leader democristiano. Fu al Fplp, proprio su suggerimento di Giovannone, che il figlio di Moro si rivolse per il suo viaggio, alla fine abbandonato, in Africa.

La cosa più importante, se la commissione non vuole consumarsi nelle nebbie, è acquisire la cartella di Giovannone (cioè le sue comunicazioni con i dirigenti dei nostri servizi di intelligence). Per quanto concerne il terrorismo libico (che è cosa diversa da quello palestinese, anche se possono, e hanno, cooperato), è indispensabile acquisire le carte raccolte dal col. Luciano Periti.

Ma se questi documenti venissero desecretati, per via delle inqualificabili norme in vigore potrebbero essere fatti rientrare nel regime di vietata divulgazione. In altre parole, il cane che si morde la coda oltre ad un'evidente presa in giro.

Senatore Fioroni, prenda esempio da un grande paese liberale come gli Stati Uniti. I documenti secretati diventano accessibili passando un rigo di penna sui nomi degli agenti dei servizi, cioè sugli autori delle fonti. Oppure il presidente del Consiglio si assuma la responsabilità di spiegare ai cittadini italiani quali misteriose e incombenti ragioni di sicurezza impongono l'ulteriore secretazione di vecchie carte rese "riservate" dal governo Craxi.

Al di fuori di queste condizioni, tutto torna in mano a burocrazie potenti e ottuse.
Cordialmente
Salvatore Sechi


2 — Atti parlamentari

Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro

Commissione plenaria, giovedì 21 aprile 2016

Presidenza del presidente Giuseppe Fioroni.

La seduta comincia alle 14.20. 

Comunicazioni del Presidente. 

Giuseppe Fioroni, presidente, comunica che, nel corso dell'odierna riunione, l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha convenuto di incaricare: la dottoressa Giammaria, il sostituto commissario Ferrante e il sovrintendente Marratzu di esaminare, ai fini di una eventuale acquisizione, documentazione dei processi Moro uno e Moro bis relativa ai filoni di inchiesta che la Commissione sta seguendo, non acquisita dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta, e di presentare una relazione in merito; il dottor Donadio e il tenente colonnello Giraudo di svolgere accertamenti relativi alle attività di polizia poste in essere immediatamente dopo il rapimento di Aldo Moro; il dottor D'Ovidio e la dottoressa Tintisona di acquisire sommarie informazioni testimoniali da due persone al corrente dei fatti. 

(…)

Rende infine noto che il 20 aprile 2016 è pervenuta una nota, di libera consultazione, di Alberto Comastri e Salvatore Sechi, che suggerisce l'acquisizione di una serie di documenti e che il 21 aprile 2016 è pervenuta una comunicazione dell'avvocato Daniele Osnato, che ha richiesto di avere copia della "rilevante documentazione desecretata che conterrebbe, a quanto pare, informazioni sulla strage di Ustica". Relativamente alla prima richiesta, l'Ufficio di presidenza ha convenuto di non dare corso all'acquisizione, poiché non si ravvisa una connessione diretta con l'oggetto dell'inchiesta parlamentare. Relativamente alla seconda richiesta, l'Ufficio di presidenza ha convenuto di trasmettere la comunicazione dell'avvocato Osnato all'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, in quanto relativa a documentazione non acquisita dalla Commissione. 



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COMMENTI
13/05/2016 - Decisione politica, professore non si arrenda! (Giuseppe Crippa)

Per la precisione non sono stati Renzi (che si difenderebbe dicendo che ai tempi della strage di Bologna aveva 5 anni) e Fioroni (che a fine gennaio al sussidiario diceva: "voterò no alla legge Cirinnà: è incostituzionale...) a negare l’accesso alle carte ma l’ufficio di Presidenza della Commissione d’inchiesta. A tale ufficio erano stati eletti due anni fa, oltre a Giuseppe Fioroni, gli onorevoli Gaetano Piepoli e Lucio Tarquinio (vicepresidenti della commissione) e Fornaro e Florian Klonbichler (Segretari). Se come credo sono tuttora in carica, faccio presente che gli on. Fioroni e Fornaro sono del PD e l’on. Klonbichler di Sinistra Italiana (SEL): due partiti notoriamente da sempre e tuttora filo palestinesi. Fossi nei panni del prof. Sechi chiederei all’on. Tarquinio, dei Conservatori e Riformisti e/o all’on. Piepoli, del Centro Democratico, se sono stati messi in minoranza nell’Ufficio di presidenza e con quali motivazioni oltre a quella (formalistica per usare un eufemismo) ufficiale.