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LETTURE/ Dai pm a Checco Zalone, il Libro si cerca e non (sempre) si trova

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E questo è solo un esempio di come il salone riesca a interpretare le diverse esigenze. Perché se all'inizio vi sentite un po' come una monade sballottata sotto i neon della conoscenza starete anche peggio avvicinandovi agli stand degli editori di nicchia, monotematici. Di sicuro imparerete cosa significa segmentazione. Ce n'è per tutti i gusti: libri di approfondimento politico scritti da addetti ai lavori, libri di dietrologia politica scritti da fuoriusciti, saggi offerti da magistrati a fine carriera, biografie di vecchie stelle della tivù (poche sopravvissute), romanzi sull'olocausto, fosse comuni e dittature comuniste, le immancabili biografie di qualche calciatore, il giardino fai da te a tutte le latitudini, i romanzi sentimentali per la generazione di mezzo. Difficile ricordarsi tutto ma fa un certo effetto che in queste nicchie talvolta un po' bizzarre ci sia più senso e distinzione rispetto agli antri dei grandi editori, quelli con gli stand perfetti e le copertine dei libri che si confondono le une con le altre, che hanno sacrificato la qualità sull'altare dei grandi numeri contribuendo ad annegare il lettore nel mare magno della spersonalizzazione.

Se pensate che dopo tanto girovagare abbiate finito la vostra giornata culturale, niente da fare. Quest'anno il salone era aperto anche alla sera e bisognava essere bini o trini per assistere a tutti gli incontri, interessanti, con ospiti italiani e stranieri ma spesso in contemporanea, con internet come uno degli ingredienti nel grande minestrone dell'editoria di adesso. Se siete rimasti fuori con altre duemila persone dall'incontro di Checco Zalone (segno dei tempi?) e non avete percepito la connotazione orientale del salone, voluta dagli organizzatori, date la colpa all'ufficio stampa, che forse non vi ha neanche avvertito di risparmiare qualche energia  per farvi accaparrare un pezzo dell'installazione di Michelangelo Pistoletto, fatta di diecimila libri contrassegnati per questa edizione.

Per affrontare il salone non c'è solo bisogno di energia e curiosità ma anche di una valigia vuota per riportare a casa pezzi di tempo che non tornerà più indietro.

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