BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Dai pm a Checco Zalone, il Libro si cerca e non (sempre) si trova

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

All'inizio colpisce il rumore. Si entra in uno dei cubi, spesso il Padiglione 1 (ma non è scontato) e si sente subito il rumore. Di cosa poi? Di tutto. Per cominciare, di bipedi assetati di vedere e sfogliare e leggere. Perché può sembrare strano ma nel terzo millennio ancora c'è questa voglia qua, di toccare la carta, anche se sul telefono si può scaricare l'applicazione del Salone del Libro per controllare tutto in digitale, pure la mappa evitando che si sgualcisca, si accartocci o si strappi proprio nel punto che serve a voi.

Dopo essere stati investiti dal rumore uniforme e costante dell'umanità salonista in cerca di qualcosa da leggere, bisogna farsi forza e decidere che strada prendere. Dall'alto del cubo scendono cartelli che indicano direzioni opposte ugualmente allettanti, dunque bisogna fare un esercizio di volontà e andare spediti verso l'oggetto del proprio desiderio letterario prima di essere risucchiati dall'atmosfera tiepida che invita alla perdizione spazio-temporale.

Perché all'entrata non c'è la percezione di essere nell'anticamera di un buco nero sensoriale. La luce artificiale (e il rumore!) ottunde la vostra capacità di discernimento sulla scelta tra i mille espositori, mille di numero, disposti in quattro padiglioni, tutti riuniti qui con lo stesso fine. Ambarabà ciccì cocò e adesso dove vo? Se prima di addentrarvi nell'antro polveroso avete tralasciato di decidere quali editori visitare forse è il caso di dedicare un pensiero alle preferenze. Perché è facile essere trascinati dalla casualità dell'offerta e aggirarsi da uno stand a un altro con l'illusione di impiegare bene le proprie ore. Se non avete un obiettivo correte il rischio di rimanere prigionieri dello stesso padiglione. Se è quello sbagliato potreste incorrere in un altro pericolo, imbattervi in orde di ragazzini che deliziose maestre deportano al salone, nella speranza di contribuire a mantenere la generazione dei millennials a contatto con la carta. 

L'offerta per i giovanissimi è notevole non solo nelle proposte editoriali ma anche negli incontri e negli eventi, tutti organizzati per attirarli a partecipare e rendere il salone più "giovane". Neanche loro però scampano al destino di essere iniziati all'arte culinaria molto presto nella carriera di individui: pure al salone c'è l'angolo dei cooking show, molto in voga adesso specie se tenuti da qualche chef incattivito, oltre a innumerevoli libri su come cucinare questo o quello. Solo scorrendo qualche titolo ci si accorge di quante cose si possano fare con un banale mango. Perché dunque privare i nostri piccoli consumatori del piacere di devastare la cucina di mamma sotto l'egida dell'ecumenico Impariamo giocando



  PAG. SUCC. >