BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Juan de la Cruz, esplorare la parola per "raccontare" Dio

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Juan de la Cruz ha ben presente questa tradizione quando scrive nel prologo di Cantico spirituale:

"…perché lo Spirito del Signore che, dimorando in noi, viene in aiuto alla nostra debolezza, come dice San Paolo (Rom 8, 26) chiede per noi con gemiti inesprimibili quello che noi non possiamo ben intendere né comprendere chiaramente. Infatti, chi potrà scrivere quello che Egli fa intendere alle anime innamorate, presso cui dimora? E chi potrà manifestare con parole quello che fa sentire loro? Chi quello che fa loro desiderare? Certo, nessuno lo può, e non lo possono neppure le anime che Egli tocca. Questo è il motivo per cui con figure, comparazioni e similitudini, quelle anime fanno intendere qualcosa di quello che sentono e dall'abbondanza dello spirito versano segreti e misteri piuttosto che offrire una spiegazione razionale.

Il simbolo e le figure diventano allora il modo per mostrare un'esperienza che è l'unica alternativa al silenzio. Juan de la Cruz lo riconosce esplicitamente quando scrive che gli enunciati mistici non possono essere interpretati secondo una logica lineare perché quella sapienza non ha bisogno di essere compresa distintamente per suscitare un sentimento nell'anima. 

È in questo senso che la poesia in Juan de la Cruz è interpretabile come un vero e proprio processo di traduzione dei significati consueti in linguaggio dell'esperienza, fatto di immagini e sensazioni non verbali. Si tratta di uno svuotamento della comunicazione ordinaria a favore di una comunicazione superiore e straordinaria. L'unica comunicazione possibile è quella per via negativa, ma questa può avvenire solo attraverso materiali che provengono da altri codici che non possono essere solo verbali e sono attinti dalla realtà. Questi possono tradursi verbalmente solo in simboli e metafore. 

Un gettarsi appunto contro i limiti del linguaggio.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.