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STORIA/ Dal Brennero al Grappa, forse è (solo) questione di "schei"

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A Lamon il referendum è stato ampiamente superato dai sì alla trentinizzazione ancora nel 2005. Ad oggi, dopo il no della Regione Trentino Alto Adige, i secessionisti di Lamon pare stiano ancora aspettando l'approvazione di una proposta di legge costituzionale che si rincorre da tre legislature. Come a dire: va ben l'autodeterminazione dei popoli, ma non si scherza coi fiori e con l'asfalto. E dire che dal 2005 al 2008 sono stati molti i comuni veneti a indire referendum in questa direzione: i Sette Comuni dell'Altopiano di Asiago, Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana… Nel luglio del 2007 addirittura la Provincia di Rovigo approvò all'unanimità la richiesta di aggregazione al Trentino, e il fatto che poi la cosa non sia andata in porto fu un vero peccato, perché, se Rovigo da un lato ci avrebbe guadagnato in termini economici, Trento ci avrebbe guadagnato un sempre utile sbocco sul mare. Facili ironie a parte, alla fine furono stanziati dallo Stato dei fondi straordinari di "perequazione". Volendo azzardare una semplificazione, la protesta venne addormentata con un contributo straordinario che, manco a dirlo, ha rimandato, ma non risolto, il problema di due regioni che, pur geograficamente vicine e culturalmente vicinissime, quando si parla di soldi finiscono col guardarsi in cagnesco. Già, i soldi. Perché alla fine sembra che si parli di questo, ed era qui che volevo arrivare.

Quando Strache fa le sue dichiarazioni sul Grande Tirolo da ricostituire, porta avanti un discorso in ultima analisi nazionalistico. Tenta di rivangare, con ovvie finalità populistiche ed elettorali, le memorie di un'integrazione difficile, e i miti di un passato di fasti non troppo remoti, se ancora il ricordo attecchisce sull'elettorato. Usando la categoria romantica, potremmo dire che Strache parla, o crede di parlare, al volk.

Il Veneto è stato percorso a più riprese, nell'ultimo quarto di secolo, da ventate autonomiste, secessioniste, federaliste, forse più di ogni altra regione italiana. Al di là dei fenomeni più eclatanti, come il "golpe del tanko" e l'arroccamento sul campanile di piazza San Marco, abbiamo avuto e abbiamo le diverse Lighe, le feste dei popoli veneti, le riviste, i siti, le pagine sui social che studiano, parlano, auspicano e celebrano la Nasion Veneta, le genti venete, l'Indipendensa, in diverse modalità e con diversi itinerari proposti.

È di pochi giorni fa la conferma, da parte del presidente della Regione, Luca Zaia, che il 2016 sarà l'anno del referendum consultivo sull'autonomia del Veneto. Per i pessimisti sarà un compromesso al ribasso che non porterà a nulla di concreto, per gli ottimisti un primo passo, comunque, verso un mutamento da più parti ormai avvertito come necessario. 



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