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LORIS CAPOVILLA/ Ha "difeso" Giovanni XXIII dagli amici di Dossetti

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Loris Capovilla (1915-2016) (Foto Ricardo Ciccone, Wikipedia)  Loris Capovilla (1915-2016) (Foto Ricardo Ciccone, Wikipedia)

Dalla presunta contesa al soglio pontificio del '58 (con un Siri certamente "delfino" di Pio XII che sarebbe stato ritenuto troppo giovane, 52 anni, per la richiesta prospettiva di un "pontificato di transizione", e un Roncalli dal perfetto physique du rôle per tale frangente), è stato tutto un susseguirsi di ipotetiche polarizzazioni, sempre avanzate sulla schematizzazione conservatore (Siri) vs progressista (che sarebbe stato Roncalli). Mah. Sino alla mai curiosamente sottolineata scelta roncalliana di indicare il porporato genovese come primo presidente (e di fatto fondatore) della Cei, poi confermata dallo stesso papa Giovanni nel '62 — Siri riluttante — in prossimità dell'Assise Vaticana, evidentemente non un segno di disistima, ma di grande investimento del pontefice sull'arcivescovo di Genova.

Ma sarebbero tanti gli argomenti — e soprattutto le fonti — in favore di una revisione storica di tali opinioni politicizzanti, e molti gli stereotipi da ridiscutere pendenti ad oggi anche sulla figura del Papa "buono", di cui ho in parte già scritto anche sulle pagine del sussidiario, e dei quali in un commento a caldo non è possibile dare conto. Preferisco allora chiudere con un aneddoto, o poco più, anche se stiamo parlando di una deposizione ufficiale per una causa di canonizzazione, appunto quella di Giovanni XXXIII. Ecco il "nemico" Siri come lo ebbe tra l'altro a ricordare nella Positio Super Virtutibus: «Per quanto riguarda la povertà, il cardinale Giuseppe Siri ha riferito che Giovanni XXIII "avendo aperto un cassetto dove vi erano molte camicie e maglie di Pio XII, osservò: 'Peccato, sono così grosso che non mi vanno bene!', per dire che si sarebbe messo, senza esitazione, gli indumenti del suo predecessore"».

Chissà che ora, nel suo ritorno al Creatore dopo cento anni di vita certamente vivace, mons. Capovilla non sia riuscito a rincontrare il Papa, che ha tanto devotamente amato, e magari gli abbia chiesto se poi quei vestiti di Pacelli gli andassero veramente stretti, o se fu solo una sottolineatura del card. Siri per raccontare la bella povertà umana e spirituale di un confratello nell'episcopato (e poi sul Soglio petrino) in cui evidentemente intravide non un nemico, ma un profilo di santità?

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COMMENTI
27/05/2016 - Cardinali (Giuseppe Crippa)

Davvero interessante, in questo bel ricordo di mons. Capovilla, l’aneddoto riguardante il card. Siri, da molti ritenuto tenacemente legato alle sue convinzioni, poco incline al “dialogo” con chi non la pensasse come lui. Questa sua dichiarazione nel corso della deposizione ufficiale richiestagli in vista della canonizzazione del “Papa Buono” conferma invece che mostrare attenzione per la sensibilità di chi è vicino e stimare e difendere la Dottrina non sono affatto inconciliabili.