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GIOVANNA D'ARCO/ Il ritorno dell'anello in una Francia lacerata e incerta

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Giovanna, la sua pietà di umile contadina, la simpatia e commozione che suscitò nel popolo,  è l'anima profonda della Francia, quella che due secoli di violento laicismo non hanno cancellato. Così si spiega la passione con cui Philippe de Villiers, un aristocratico popolare figlio della Vandea, la terra che più venne violentata dal terrore giacobino, un uomo che ha dedicato la sua vita a difendere la memoria storica della sua terra, ad affrontare le enormi difficoltà imposte a chi in Francia cerchi di fare politica sostenendo i valori umani e cristiani, ha fortemente voluto riportare "a casa" l'anello di Giovanna. De Villiers è da sempre un ammiratore e un devoto della pulzella, ed è autore tra l'altro del libro Roman de Jeanne d'Arc, e quando nelle scorse settimane ha saputo che l'anello sarebbe stato battuto all'asta a Londra, non ha avuto esitazioni: era assolutamente necessario recuperare l'anello della santa pastorella di Domrémy. Così, insieme al figlio Nicolas, in poche ore è riuscito a mettere insieme — grazie ad offerte private e alla cospicua offerta del Parco Storico vandeano del Puy de Fou di cui è presidente — il denaro necessario per affrontare la sfida dell'asta, sfida che è stata molto difficile. Alla fine il volitivo vandeano ce l'ha fatta: per la cifra di 376mila e 830 euro è riuscito ad assicurarsi la reliquia. 

''Una vittoria — ha dichiarato Philippe de Villiers — che appartiene a tutta la Francia. Abbiamo così riscattato la pulzella". Ed ha ancora annunciato che è partita una campagna di studio e di ricerche per approfondire la "tracciabilità" dell'importante reliqua. Sembra, sempre secondo il settimanale francese Point de vue, che l'anello che indossava Giovanna d'Arco sino alla condanna al rogo fosse stato consegnato a Henri de Beaufort, vescovo di Winchester che assistette al processo. Successivamente l'anello passò al nipote, il re Enrico IV, per poi essere trasmesso ad un ramo cadetto, la famiglia Cavendish-Bentinck dei duchi di Portland, poi a lady Ottoline Morrel che l'offrì in dono al pittore Augustus John. Quest'ultimo cedette l'anello ad un collezionista inglese prima della guerra, nel 1914. Due vendite all'asta, nel 1929 e nel 1947, chez Sotheby's. Il nuovo proprietario si chiama James Hasson ed è un medico che vive a Londra. Dopo la definitiva acquisizione di Philippe e Nicolas de Villiers ora l'anello di Giovanna d'Arco ritorna finalmente in Francia. Sarà esposto, a disposizione di tutti, dopo un esilio durato quasi 600 anni.                                                                

Giovanna, eroina della propria patria perché santa di Dio, ci indica che è la carità che viene da Dio che ci fa amare la concretezza del particolare. È proprio questa carità frutto di grazia a stabilire il limite di ogni progetto politico, così che sia alieno da pretese totalizzanti. La missione profetica della Chiesa, di tutti i suoi figli e figlie, consiste in primo luogo nell'affermare che Dio soltanto è Dio, fonte e termine della storia; una missione che Giovanna di Orléans ha perfettamente adempiuto.

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