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GIOVANNA D'ARCO/ Il ritorno dell'anello in una Francia lacerata e incerta

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L'Anello ha lasciato l'Inghilterra. Non si tratta dell'anello di Sauron distrutto a suo tempo nel fuoco di Monte Fato grazie all'eroismo degli Hobbit dell'inglese Tolkien, ma di un anello dallo straordinario significato storico che da circa 600 anni si trovava "prigioniero" oltremanica: l'anello di Giovanna d'Arco. Si tratta di un anello in metallo, molto semplice, racchiuso in una custodia in legno che i genitori avevano regalato alla futura "pulzella d'Orleans" in occasione della sua prima comunione. Al suo interno due iscrizioni, IHS (Gesù) e MAR (Maria). 

Secondo quanto scrive il settimanale francese Point de vue, Giovanna d'Arco non si sarebbe mai separata dal suo anello. Lo indossava anche durante la cattura ad opera dell'esercito del regno di Borgogna, alleato degli inglesi. Questo anello rappresenta l'unica reliquia della santa che venne arsa sul rogo il 30 maggio 1431, condannata come eretica da un tribunale che emise — come noto — una sentenza di tipo politico, volendo togliere di mezzo colei che aveva risvegliato la Francia cristiana soggiogata al potere inglese. 

Giovanna, mistica visionaria, guerriera che non ferì né uccise mai nessuno, occupa un posto glorioso nella storia religiosa e civile di Francia. La sua memoria venne rimossa dalla cultura ufficiale dopo la Rivoluzione del 1789, dopo gli anni di Napoleone, e ancor di più dalle repubbliche laiciste susseguitesi dall'800, ma non uscì mai dall'immaginario popolare, da un popolo fedele che alla sua memoria era rimasto profondamente legato, tanto che molti soldati dell'Armèe francese nelle trincee della prima guerra mondiale si rivolgevano in preghiera alla sua protezione. Il grande poeta Charles Péguy venne ispirato dalla sua figura e dalla sua vita per realizzare una delle sue opere più significative, Il mistero della carità di Giovanna d'Arco

Come ebbe a dire anni fa il cardinale francese Roger Etchegaray, Giovanna secoli dopo il suo martirio continua ad esserci contemporanea, perché sono la stessa Francia e la stessa Chiesa, ambedue così straziate, a risvegliare il nostro interesse per lei. Il cuore di Giovanna d'Arco si è colmato di pietà a contatto con la miseria del suo tempo: una Francia lacerata ed incerta del proprio destino. Era mossa da pietà per il regno di Francia. E questo per umile adesione alla volontà di Dio. Si pensi alla pena con cui, mentre prendeva le armi a Vaucouleurs, ammise: "Preferirei piuttosto filare accanto alla mia povera madre, perché questo non è il mio mestiere". "Giovanna sa che la patria non è un'astrazione o un pregiudizio, è una realtà molto concreta. Non è con le idee che si costruisce una patria, ma con la terra che si attacca alla suola delle scarpe", disse il cardinale.  

Non c'è storia più francese della sua. Non vi è un solo uomo o una sola donna francese che possa considerarsi più francese di lei per quella sua vivacità spontanea, che resta tale persino durante la sua prigionia, per quel suo meraviglioso equilibrio che ne rivela le umili origini. 



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