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LETTURE/ Pindaro, Platone, Virgilio: se l'anima non muore, dove va a finire?

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Ciò che accomuna le visioni, di Pindaro o Platone o Virgilio, è la certezza di una punizione eterna per i colpevoli, in una sede, il Tartaro, da cui non usciranno più e la cui vista, per Virgilio, è negata ai pii perché già vederne i contorni e udirne i suoni contamina. 

Legata a questa certezza vi è quella di giudici certi, infallibili: "Se uno, giunto nell'Ade, liberato da questi qui che si dicono giudici, troverà i veri giudici che si dice giudichino là, Minosse, Radamante, Eaco, Trittolemo e quanti altri semidei furono giusti nella loro vita, sarebbe forse di poco valore la migrazione?" dice Socrate nella parte finale dell'Apologia

In più visioni è poi prevista per i buoni la purificazione dai residui di male, dalla pesantezza del corpo, con pene diverse e in luoghi mai descritti; come pure la sosta provvisoria in luoghi ameni, simili alla terra per luminosità e piaceri, ma non definitivi, neppure l'Elisio. E' evidentemente più facile immaginare l'eternità del male che l'eternità della beatitudine, l'abisso del Tartaro che un luogo stabile di gioia, l'Inferno che il Paradiso. A fronte di alcuni luoghi fisici collocati nell'al di qua, la Via Lattea per Cicerone o le Isole dei Beati nell'Atlantico per Esiodo o Pindaro, più spesso prevalgono concezioni di origine orientale, la serie di reincarnazioni e al termine del ciclo la fusione con l'anima universale: "Tutti gli esseri infine vi ritornano e vi si riportano dissolti, e non c'è posto per la morte, ma volano vivi nel numero delle stelle e salgono nell'alto del cielo" dice Virgilio nelle Georgiche. 

Diversa è l'idea platonica esposta nel Fedro all'interno dell'allegoria dell'anima come biga alata: le anime i cui aurighi sanno guidare la biga seguono al di là del cielo i voli in processione dei carri degli dèi, contemplando lungo il percorso le Idee, le realtà autentiche da cui ogni conoscenza umana deriva in modo imperfetto; ma quando la biga cade perché mal governata, l'anima s'incarna nella pesantezza di un corpo, e solo dopo migliaia di anni e di reincarnazioni riprende le ali: ritorna allora nell'unico luogo di beatitudine, l'Iperuranio degli dèi e delle Idee. 



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