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LETTURE/ Bagnoli, il KO rivoluzionario di "Fuori i secondi"

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Cesare Bagnoli in azione (Immagine d'archivio)  Cesare Bagnoli in azione (Immagine d'archivio)

Tanto che al mio orecchio interno, la locuzione "fuori i secondi" richiamata nel titolo non suona come la versione italiana del monito ("seconds out") che prelude all'inizio di ogni "round" nel gergo del boxing internazionale. Non suona solo così, intendo, se è vero che fuori i secondi, appunto, per slittamenti di senso che passano lungo vie analogico-metaforiche, che poi sono le vie della poesia, potrebbe perfino arrivare a significare qualcosa come "Fuori da qui, fuori dalle mie pagine, discorsi di seconda mano…" — il che, ammesso e non concesso, sarebbe un altro modo di dire, e di augurarsi, "Via da qui, via dai miei versi, patologie dell'orpello e del belletto estetizzante…". Per trovare il coraggio di battersi vis à vis con la parola nuda, occorre avere antenne linguisticamente sensibili e intelletto allenato a sufficienza da sostenere i lasciti, cioè a dire: i pesi, di un'intera tradizione. 

A differenza di migliaia di anime belle, Bagnoli questo lo ha capito benissimo. E si è dato da fare, a giudicare dagli esiti, per attrezzarsi e irrobustirsi, e portare a compimento il suo difficile intento; che in poesia, qui come altrove è un intento eminentemente stilistico, va da sé. La fluente narratività che informa tanta poesia contemporanea d'area anglo-sassone si sposa in questo suo ambizioso cimento con il passo inattuale dell'epica. In questo Bagnoli così "estremo", Murray docet più ancora di Walcott. Da noi, lasciando stare i vibratili psicologismi di Bertolucci, è nell'epos langarolo di Pavese e in quello antartico di Mussapi (sì, proprio a tale imprevedibile latitudine più che a quella scialbo-periferica, pur, anch'essa, fraternamente padana, notomizzata a suo tempo da Pagliarani) che si rintracceranno gli esempi più pertinenti alla contestualizzazione in chiave genealogica di un discorso poetico così innovativo. 

Alle volte, si può fare la rivoluzione anche senza alzare le barricate. Basta — e questo è uno dei meriti grandi di Bagnoli al suo meglio — saper scegliere con oculatezza i propri padri, calibrare il proprio respiro su quello di qualcuno che può essere chiunque, trovare le parole giuste e i ritmi più opportuni per concatenarle, quelle parole, e, raccontando del destino di quel chiunque, sollevarlo a una statura "mitica". Che non vuol dire farlo salire sul proscenio di cartapesta dell'irrealtà, ma riportarlo all'altezza dell'originario, là dove tutto, in fondo, e non soltanto l'avversario di turno, non può che essere knock out of Time.

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"Fuori i secondi" di Corrado Bagnoli
Teatro Belloni - via Colombo 38, Barlassina (MB) - 10 maggio ore 21
Teatro S. Valeria - via Wagner 85, Seregno (MB) - 15 maggio ore 21
Teatro S. Giulio - via Colombo 20, Barlassina (MB) - 20 maggio ore 21
Teatro Duse - via Marco d'Agrate 49, Agrate (MB) - 22 maggio ore 21
Teatro Principe - viale Bligny 52, Milano - 4 giugno ore 19.30

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