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LETTURE/ Da Antonij di Surož a Lorenzetti, nel "crocevia" bielorusso torna la persona

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Il metropolita Antonij Bloom (1914-2003)  Il metropolita Antonij Bloom (1914-2003)

Anche Alessandra Vitez, presente a nome del Meeting di Rimini, ha ricordato che se non si guarda a Colui che ci mette insieme, si perde le bellezza dell'evento accaduto. Il suo invito agli organizzatori dell'iniziativa bielorussa è stato proprio quello di dialogare, per comprendere sempre di più il significato dell'incontro per ognuno di noi.

Il "Crocevia" è continuato con una lezione di Mariella Carlotti, alla galleria Tut.By al nono piano di un grattacielo in vetro da cui si spalancava il panorama di tutta la città. In questa cornice futuristica, Carlotti ha svolto una sorta di visita guidata virtuale agli affreschi sul Buon e Cattivo Governo in città e in campagna del Palazzo Comunale di Siena, illustrandone i contenuti allegorici e trasportando gli spettatori sulla celebre piazza del Campo. Nel Medioevo il ciclo di affreschi che decora la Sala dei nove, dove si riuniva il governo della città, prendeva il nome di Allegoria del Bene Comune, o della Pace e della Guerra. Questo titolo venne cambiato, non a caso, durante l'Illuminismo. Se la denominazione precedente sottolineava la dimensione comunitaria della Siena medievale, il "buon e cattivo governo" rimanda all'idea dello Stato come istituzione politica, cioè a una concezione che nasce solo con l'avvento dell'età moderna.

Il giorno dopo il filosofo francese Jean-Noël Dumont è tornato sul tema della dimensione politica del cristianesimo attraverso una lezione sul libro del teologo americano William Cavanaugh, Torture and Eucharist (Tortura ed Eucarestia). Secondo Cavanaugh la tortura è la violazione dell'integrità del corpo, e la Chiesa è il corpo di Cristo. Sin dall'inizio del cristianesimo la liturgia eucaristica si è proposta come gesto pubblico e le stesse parole di Cristo, "il mio Regno non è di questo mondo", hanno una valenza politica. Per questo motivo i cristiani hanno il dovere di partecipare alla vita politica, per quanto lo Stato cerchi di confinare il sacro nella sfera della vita privata. Portando come esempio il Cile, Dumont ha mostrato come lo Stato sia ricorso alle torture, mentre i cristiani cercavano di resistere a questa violenza secondo il principio che, «se soffre un membro, tutto il corpo soffre».

Le tesi di William Cavanaugh trovano conferma anche nell'esempio di alcuni martiri bielorussi del XX secolo, Serafim Žirovickij, Antonij Lešcevic e Jurij Kašira, che hanno dato la propria vita per Cristo durante gli anni delle tragiche persecuzioni contro la Chiesa. A raccontarci della loro vita e morte sono stati studiosi e credenti bielorussi che tengono viva la memoria del loro sacrificio.

Il "Crocevia" si è concluso con una serata dedicata alla memoria di Nikita Struve, una delle ultime figure di rilievo della prima ondata dell'emigrazione russa. Per illustrarla sono intervenuti Aleksej Sigov, padre Aleksandr Šramko, Jean-Fraçois Thiry e Aleksandr Filonenko. Dinanzi agli uditori è balzata viva questa figura di patriota russo che, dalle rive della Senna, ha saputo preservare la cultura russa classica dopo la rovina dello Stato che l'aveva generata. Un altro modo per ritornare ai temi principali proposti: l'incontro tra Stato, comunità e persona.

Vladimir Stepanov 



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