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LETTURE/ Da Antonij di Surož a Lorenzetti, nel "crocevia" bielorusso torna la persona

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Il metropolita Antonij Bloom (1914-2003)  Il metropolita Antonij Bloom (1914-2003)

Pamežža tradotto dal bielorusso significa "terra di confine", ed effettivamente la terra bielorussa è da tempo luogo di incontro fra diverse culture e religioni. Nel paese vive una buona percentuale di cattolici, sebbene la maggioranza della popolazione sia ortodossa, ad eccezione della zona nord-occidentale del paese, la regione di Grodno, dove la religione predominante è la cattolica. Anche geograficamente la Bielorussia si trovava al crocevia tra due imperi, la Confederazione polacco-lituana da un lato e l'Impero russo dall'altro.

La posizione chiave della Bielorussia, tra Oriente e Occidente, l'ha trasformata più volte nel teatro di sanguinosi conflitti bellici e religiosi. Ciò nonostante, la vicinanza agli altri paesi non ha portato solo a continue collisioni, ma anche ad un arricchimento culturale reciproco. In questo senso la Bielorussia tutta è un grande festival di culture a cielo aperto, in cui si susseguono castelli feudali lituani e sinagoghe ebraiche, chiese ortodosse, moschee e chiese cattoliche. Neppure la lingua bielorussa sfugge a questa varietà: oltre al cirillico, infatti, vi compaiono anche caratteri latini.

Ma Pamežža è anche il tutolo di una una manifestazione organizzata da un gruppo di amici ortodossi e cattolici la cui ultima edizione si è svolta a Minsk nell'aprile scorso. Il poeta bielorusso Dimitrij Strocev, uno degli organizzatori, ha deciso di proseguire questa tradizione dopo aver incontrato gli amici italiani di Comunione e liberazione e aver visitato il Meeting di Rimini.

Non è un caso che l'evento si sia svolto in continuità con la mostra del Meeting dedicata al metropolita Antonij di Surož. Nelle tre giornate del "Crocevia" quanti lo desideravano hanno avuto la possibilità di visitare l'esposizione dedicata alla vita del metropolita — l'uomo dell'incontro — nella galleria d'arte del grandioso Palazzo della Repubblica, nel centro della città, costruito sul luogo di un monastero domenicano fatto saltare negli anni 50. Antonij Bloom nacque alla vigilia della prima guerra mondiale a Losanna; in seguito alla rivoluzione la sua famiglia emigrò e dopo lunghe vicissitudini si stabilì in Francia, paese che Antonij considerava la sua patria intellettuale. Tuttavia egli passò gran parte della sua vita in Inghilterra, quindi sono tre i paesi che si intrecciano nella sua vita: la Russia, che amava appassionatamente, la Francia, dove trovò la fede e la propria vocazione, e la Gran Bretagna, dove fondò la diocesi di Surož.

Nel presentare il catalogo della mostra, Aleksandr Filonenko ha notato come l'esposizione non sia stata frutto di un progetto, ma di un'amicizia viva. Il metropolita amava dire che l'incontro è sempre un momento di gioia, perché ogni incontro è un dono di Dio. Per questo motivo gli autori della mostra hanno cercato di organizzarla non come un racconto storico, ma come una sequenza di incontri che hanno cambiato la vita del metropolita.



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