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LETTURE/ Bertinotti: l'Europa si salva solo se accoglie i nuovi "barbari"

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Scontri nelle banlieues parigine, 2010 (Infophoto)  Scontri nelle banlieues parigine, 2010 (Infophoto)

Ha scritto il direttore de Le Monde diplomatique: "Le rivolte si moltiplicano. Vi contribuisce il discredito dei responsabili politici, alimentato dalla loro incapacità di proporre al Paese una qualunque prospettiva. La mediocrità della loro ambizione personale non migliora la situazione, tanto più che la stampa diffonde e amplifica strepiti e litigi. (…) Un clima simile alimenta un neopujadismo che si allarga sempre più al margine delle formazioni tradizionali, con scoppi intermittenti di collera e brontolii continui nelle reti sociali. La spaccatura fra politici ed elettori ha a che vedere da una parte con l'americanizzazione della vita politica francese: i partiti principali sono ormai semplici macchine editoriali, cartelli di notabili locali alimentati solo dalla linfa di una popolazione anziana. (…) In questo periodo, mentre il fatalismo e l'attesa di una inversione di rotta nella corrente dominante ritardano il lavoro della riconquista intellettuale e quello della mobilitazione politica, non c'è altra soluzione in definitiva, che la coalizione sociale fiduciosa e vincente". Il testo si riferisce alla Francia e tuttavia si può estendere all'intera Europa. 

L'Europa non è però solo il deserto che chiamano pace. E' anche altro. Una moltitudine di esperienze sociali la popolano, seppure nella frammentazione e nella scarsità di relazioni tra di loro. Fenomeni di resistenza, di opposizione sociale e di confronto si ripresentano nelle situazioni più diverse e i conflitti di lavoro non sono derubricati. Si formano comunità di lotta, di solidarietà, di relazioni sociali ricche che ripropongono, nella realtà concreta, grandi temi ora negati dalla politica come le domande di autogestione e di autogoverno. In rapporto ad esso vengono a proporsi anche interessanti ragionamenti su una nuova politica, dalla coalizione sociale al comune. E quando questi movimenti raggiungono la massa critica che li configura come un evento, allora prendono forma nuovi soggetti politici, ben oltre la tradizione della sinistra politica. La nascita di Syriza e di Podemos ne sono state la dimostrazione. Esse sono nate infatti da dei moti sociali: da un lato, la lunga e drammatica mobilitazione greca di piazza contro le politiche della Troika e, dall'altro, il costruirsi in piazza attiva degli Indignati di Spagna. 

La straordinaria vicenda di quelle che sono chiamate le primavere arabe sono state la testimonianza di quel che si può accendere di speranza e di visione di un futuro diverso nei popoli. La vostra esperienza dice che l'esito drammatico che parecchie di loro hanno avuto non è obbligato. In ogni caso queste rivolte democratiche sono destinate ad attraversare il mediterraneo per un ciclo intero. L'esperienza di Parigi, l'improvvisa animazione di Place de la République, la sua prolungata durata, la creatività che in essa si è espressa, lo testimonia. Nuit debout è un'esperienza e un segno dei tempi. E' accaduto ieri, può accadere domani. Se le possibilità di rivolta animano nel basso la società civile europea, anche nel campo delle idee, della formazione del pensiero pubblico, nel muro che il pensiero unico ha eretto in difesa del nuovo capitalismo, in difesa del sistema economico sociale che esso costruisce e in difesa delle politiche degli stati e dei governi, in quello stesso muro si stanno aprendo delle crepe.  



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COMMENTI
13/06/2016 - commento (francesco taddei)

al paese sovietico preferisco un paese dove si ha la libertà di difendere se stessi dalle troppe tasse e da chi ti entra in casa. ma il cattocomunismo è la religione di stato. dello stato italiano e di quello vaticano.