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DALLA GERMANIA/ Quella domanda di destra a cui la Chiesa tedesca deve una risposta

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Il cardinale Karl Lehmann (Infophoto)  Il cardinale Karl Lehmann (Infophoto)

La sfida di Beatrix von Storch non è tanto interessante per la sua concentrazione su una fede non mondana, che presumibilmente ritiene frutto del "politically correct" la coniugazione di essa alle domande sociali posta da papa Francesco nella Evangelii gaudium (a proposito di un'economia che uccide) o nella Laudato si' (a proposito del legame tra ecologia e questione sociale dei poveri) su problemi non solo tedeschi, ma di tutto il mondo. Essa è però interessante per vedere se la domanda principale della fede cristiana, quella che Cristo pone a Pietro nel capitolo 21 del Vangelo di Giovanni: "mi ami, tu?" abbia una forza tale da essere il vero cuore della Chiesa, anche senza le entrate garantite da credenti che, ancora oggi, devono obbligatoriamente pagare per appartenere ad essa.



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COMMENTI
16/06/2016 - Una critica ragionevole (Giuseppe Crippa)

Non penso proprio che a Beatrix Von Storch interessi più di tanto discettare della continuità nel magistero tra papa Benedetto e papa Francesco: se cita papa Benedetto e non Francesco credo sia semplicemente perché è tedesco come lei. Credo faccia bene, da luterana qual è, a non ingerirsi in questioni “cattoliche” e più ancora credo abbia, da esponente politico dell’opposizione, tutto il diritto di criticare il concordato tedesco, che da una parte i cardinali Lehmann, l’arcivescovo Zollitsch e il cardinal Marx, presidenti negli ultimi 30 anni dell’organismo tedesco equivalente alla CEI, e dall’altra Helmut Kohl, Gehrard Schroeder e Angela Merkel, non hanno mai pensato di ridiscutere. Se poi la critica - basta leggere il concordato, che purtroppo il prof. Graziotto non ci illustra - è ragionevole... che altro aggiungere?