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LETTURE/ Ernesto Buonaiuti, com'è difficile trovare l'"essenza del cristianesimo"

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Roncalli fu per breve tempo compagno di studi di Buonaiuti (nacquero entrambi nel 1881), fu assistito da don Ernesto durante la sua prima messa e fu il destinatario di una copia delle dispense di storia ecclesiastica che, tra il 1904 e il 1906, in continuità con l'insegnamento e sulla cattedra di Benigni, Ernesto Buonaiuti preparò per i suoi compagni divenuti in alcuni casi suoi studenti.

Il secondo Buonaiuti è quello allontanato dall'insegnamento al Romano e immerso nella bufera scatenata dall'enciclica Pascendi dominici gregis di papa Pio X del settembre 1907. A differenza delle dispense appena ricordate, legate al primo Buonaiuti, il rapporto tra l'essenza del cristianesimo e l'idea che di essa aveva il secondo Buonaiuti fu molto diversa da quello che allora era il magistero pontificio. Il programma dei modernisti. Risposta all'enciclica di Pio X "Pascendi dominici gregis" del quale Buonaiuti fu, in forma anonima, coautore, esponeva una concezione del dogma del tutto diversa da quella che è possibile ritrovare nell'enciclica piana. Va detto che don Ernesto avrebbe cambiato presto posizione e che, sul punto, i Buonaiuti furono di certo non solo quattro; e tuttavia, se dovessimo trovare un punto di passaggio tra il secondo e il terzo Buonaiuti, lo troveremmo negli anni Trenta.

Professore di storia del cristianesimo privato della cattedra nel 1931, scomunicato vitando dal 1925, il terzo Buonaiuti non rinunciò al suo rapporto complesso non solo con la Chiesa romana, ma anche con il magistero pontificio. Pio XI sarà per Buonaiuti una sorta di oscuro oggetto del desiderio: costantemente riprovato per la sua politica concordataria, sarà, sul piano teologico, al centro di molte delle riflessioni di don Ernesto negli anni Trenta. Diverso sarà il suo rapporto con Pio XII, sulla soglia del passaggio dal terzo al quarto Buonaiuti.

Il Buonaiuti degli ultimissimi anni, dalla liberazione di Roma alla morte, il 20 aprile 1946, farà in tempo a far apparire un libro fondamentale e a non vedere l'uscita di un volume altrettanto fondamentale: il più volte ricordato Pellegrino di Roma e Pio XII. Il giudizio particolarmente duro sui primi anni di papa Pacelli va inquadrato negli ultimi mesi della vita di Buonaiuti. Ci furono tentativi per una sua riammissione alla comunione con la Chiesa romana, che egli rifiutò. Né poteva essere diversamente: la riammissione sarebbe stata allo stesso tempo una riabilitazione e una sconfessione. E tra le varie essenze del cristianesimo percorse da Buonaiuti, queste ultime due non erano contemplate.



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