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LETTURE/ De Lucia (Dna): la mafia siciliana c'è, ma si è inabissata

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La mafia campana non esiste; ci sono, invece, una infinità di piccole bande di camorra continuamente in guerra fra loro, molto feroci, che trattano soprattutto lo scambio della droga, ma non solo. Questa perenne fibrillazione produce una violenza che la mafia siciliana, che è un ordinamento, autoregola; e pertanto ricorre alla violenza solo come estrema ratio. Non si può assolutamente parlare di una sorta di "camorrizzazione" della mafia siciliana. Nel nostro caso esiste una struttura ordinata in cui l'istituzione regge, anche in un momento come questo; tutto è, quindi, tranne che un insieme di bande in combattimento fra loro.

 

Cos'è più difficile, combattere la mafia o l'antimafia nel modo in cui oggi si presenta?  
Gli esempi negativi di antimafia sotto i riflettori in questo momento sono quello che io chiamo un effetto collaterale di un grande movimento antimafia che si è sviluppato alla fine del secolo scorso. E' importante che esista un movimento antimafia, se si pensa che per lungo tempo non c'è stato. Il movimento antimafia è cresciuto. La mafia in qualche misura si sente fuori. E' inevitabile che di fronte ad un movimento antimafia che cresce si creino un serie di fenomeni di trasformismo probabilmente inevitabili, ma che vanno combattuti. Bisogna però stare molto attenti a non fare di tutta l'erba un fascio ed a lanciare sentenze di condanna solo mediatiche, sulla scorta ad esempio di indagini che non hanno trovato ancora alcuna determinazione finale né sono passate al vaglio del contraddittorio.

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