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LETTURE/ "Oltrecortina", una studentessa di vent'anni dentro la Guerra fredda

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Il libro racconta di volti, di esperienze, di sofferenze, di luminose testimonianze, di prigionia, di persecuzioni, di idee, di documenti clandestinamente portati o fatti uscire e di straordinari personaggi di levatura mondiale con molti dei quali l'autrice ancora oggi condivide amicizia, affetti ed attività culturali.

Oltrecortina non è solo un racconto del passato, ma un racconto volto al presente che "costituisce un messaggio per l'oggi, per non dimenticare", come sottolinea nella prefazione il filosofo Massimo Borghesi.

Ma chi meglio dell'autrice può chiarirci il senso del suo lavoro: non "la commemorazione di grandi uomini del passato, anche se recente, ma un passaggio di testimone perché ognuno nel suo ambito può fare la differenza". La vicenda umana di quegli uomini, personale e pubblica, infatti, può offrire spunti per giudicare il presente. Scrisse Havel: "Non è detto che con l'introduzione di un sistema migliore sia garantita automaticamente una vita migliore, al contrario: solo con una vita migliore si può costruire un sistema migliore". Una lezione fondamentale ancora oggi, in un tempo in cui l'Europa dimentica il proprio passato, assiste alla costruzione di nuovi muri che generano, purtroppo, ancora una volta nuove divisioni. 

Oltrecortina non è solo un libro. E' l'invito che Annalia Guglielmi consegna ai lettori, giovani e non solo, per guardare al di là di queste divisioni traendo spunto e slancio dalla storia per non ripetere gli errori di un passato che ha visto il mondo diviso in due dalla Guerra fredda e da due blocchi contrapposti dove non c'era spazio per la persona e la dignità umana. Un diario, il suo, da tenere sempre in biblioteca per rileggerlo ogni qualvolta si vuole sentire il profumo della libertà e della democrazia, ma anche il respiro e l'anelito di un'umanità spesso dimenticata o relegata negli scaffali di una storia avvenuta qualche anno fa, ma che riaffiora ancora oggi prepotentemente nella geopolitica di un mondo attanagliato da quella "terza guerra mondiale a pezzi" più volte accennata da Papa Francesco. 

Un libro da leggere, ma soprattutto da conservare e, all'occorrenza, riprendere in mano, quando fatti, personaggi, situazioni riaffiorano dalla storia nell'attualità e nelle vicende di politica estera di oggi in cui l'Italia, l'Europa e il mondo sono coinvolte. Infatti una corposa e ricca appendice dà un valore storicamente rilevante a tutto il volume facendo comprendere quanto accadde in Polonia, in Ungheria, in Cecoslovacchia e negli altri Paesi dell'Est anche con interviste originali e poco conosciute, come quella a Lech Walesa e a Wojciech Jaruzelski. Un libro che, dalla copertina raffigurante uno dei più famosi graffiti riprodotti sul Muro di Berlino, quello del bacio fra Erich Honecker e Leonid Brežnev a bordo della mitica Trabant, fino all'ultima pagina, fa tuffare il lettore in atmosfere da film. 



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