BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ "I segreti di Bologna": così il lodo Moro ha insanguinato l'Italia

Pubblicazione:

Giulio Andreotti con Aldo Moro (LaPresse)  Giulio Andreotti con Aldo Moro (LaPresse)

Enrico Cieri non mi ha dato l'impressione di essere un magistrato che lavori subendo la logica dei pregiudizi e ancor meno delle ideologie e dei partiti. Certamente non si lascia influenzare, ma è attento ad affermare con scrupolo  la verità giudiziaria. In questa occasione credo che non potrà evitare di fare i conti, e rapportarsi alla verità storica, che mostra come il lodo Moro abbia funzionato a pieno regime fino all'inverno del 1979.

Ma può citare degli esempi?
La invito a leggere le pagine 48-55, sulla cosiddetta "diplomazia  parallela". Ci furono riunioni formali al Cairo e alla Farnesina, con dirigenti, nell'ottobre 1973 non solo per liberare dei feddayin, ma anche per stabilire regole di comportamento sullo scambio di prigionieri, la loro impunità e la scarcerazione, l'interruzione degli attentati. Ci sono testimonianze scritte di dirigenti del Fplp, di alti funzionari del Sid (come il gen. Fausto Fortunato, Miceli, Sportelli e altri) e dello stesso Giovannone. Per non parlare del capo dello Stato Cossiga e dei giuristi che hanno preso parte all'elaborazione del lodo. Cioè Luigi Cottafavi, Renato Dell'Andro, Giuseppe Manzari, Leopoldo Elia, del segretario generale della Farnesina Roberto Gaja, di politici come Mario Tanassi  (sempre contrario alle trattative con coi terroristi) ed Erminio Pennacchini. Consiglierei al dott. Cieri di interrogarli.

Colpisce il coinvolgimento così esteso dei nostri servizi in questa vicenda.
Non dimentichi che Stefano Giovannone era un colonnello del Sid e del Sismi con un'audience molto forte a Palazzo Chigi. Posso fare una citazione?

Ci mancherebbe.
La invito a leggere quanto scrive in un'intervista il giornalista Mario Scialoja de L'Espresso, nel gennaio 1980, dell'allora capo del Sid, generale Miceli: "A quell'epoca c'era il pericolo del terrorismo palestinese: una situazione eccezionale che andava affrontata con mezzi eccezionali. Sulla base di precise direttive del governo di cui erano al corrente tutti i ministri, prendemmo contatti con i palestinesi dei vari gruppi e ci accordammo per evitare attentati che coinvolgessero l'Italia". Mi chiedo se sia ancora possibile continuare a ritenere il lodo Moro soltanto una prassi privata, personale dell'ex ministro e premier Aldo Moro e dei suoi collaboratori.

Come si spiega la strage di Bologna?
Le responsabilità di Fioravanti, Mambro e Ciavardini sono indizi poco convincenti rispetto ad indizi di maggiore rilievo e a carattere internazionale. Come il legame di ferro tra l'Unione Sovietica (interessata a insediarsi nel Mediterraneo, anche attraverso la postazione di Gheddafi a Malta), il terrorismo arabo-palestinese e l'Italia che  è sempre l'anello debole. Posso ricordarle che i missili Strela Sam-7 che gruppi di terroristi di Habash portavano in giro negli aeroporti di Fiumicino, negli alberghi di Ostia, nei porti e nelle città abruzzesi erano di fabbricazione sovietica? Non ho bisogno di ricordare a lei e a questo quotidiano che Carlos, Thomas Kram (il capo delle Cellule Rivoluzionarie di Berlino che fu di casa tra Perugia e Bologna insieme a tutti i principali dirigenti come Weinrich e Christa Margot Frohlich) per non parlare di Abu Saleh Anzeh, hanno lavorato, compiendo assassini e stragi, per il Fplp.

Lei mi pare si stia chiedendo come mai gli indizi per assicurare alle patrie galere i dirigenti neo-fascisti dei Nar siano considerati più interessanti e solidi di quelli che indicano in Bologna (e in generale nell'Italia) un nodo fondamentale di una strategia di destabilizzazione degli equilibri internazionali, a cominciare dal Mediterraneo.
Ho sostenuto esattamente quest'analisi in diversi saggi sulla rivista Nuova Storia Contemporanea. Cutonilli e Priore non li conoscono o li ignorano, ma poco importa perché non sono degli storici. Tuttavia il loro libro colloca la strage Bologna nella dimensione internazionale che lei ha appena accennato.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
13/07/2016 - Fino alla fine (Giuseppe Crippa)

Francesca Mambro e Valerio Fioravanti stanno tuttora risarcendo lo Stato, che si appropria ogni mese di un quinto del loro stipendio, per un reato che sembrerebbe proprio non abbiano commesso. Non è solo il prof. Sechi che non si arrende, anche lo Stato non molla mai... Avanti professore nella sua ricerca. Buon lavoro!