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LETTURE/ La Maddalena di Donatello, tocca agli ultimi dare notizia del Risorto

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Donatello, Maria Maddalena (1455-56) (Foto dal web)  Donatello, Maria Maddalena (1455-56) (Foto dal web)

L'intenzione di procedere ad una commissione di studio sulla presenza di diaconesse nelle prime comunità cristiane, espressamente fatta propria da Papa Francesco, sembra avere riaperto il più ampio dibattito sullo statuto giuridico della donna all'interno dei grandi sistemi confessionali monoteistici.
Si tratta di un tema molto importante e se da ciò dovesse originare una riflessione di largo respiro sarebbe un fatto particolarmente positivo. Ciò nondimeno, rischiamo di sentire, accanto alle buone intenzioni e agli studi approfonditi, anche le inevitabili sirene dei luoghi comuni, delle dabbenaggini e delle approssimazioni. Fenomeni tipici di quando si usa il passato a senso unico: non per interrogarlo, ma per mettergli in bocca ciò che non abbiamo il coraggio di dire al presente.
Per queste ragioni, può essere utile ripercorrere la storia dei personaggi delle Scritture attraverso cui perfezioniamo la nostra comprensione della cultura femminile. Si potrà, forse, giungere finalmente per tale via ad affermare qualcosa di costruttivo a tutela e a garanzia della vera libertà femminile.
Uno dei personaggi più interessanti per cercare di percorrere utilmente questo approccio è senz'altro rappresentato da Maria Maddalena, la devota discepola di Gesù che abbandona il peccato nell'atto di abbracciare la fede. Non seguiremo le orme di una storia così particolare misurandoci coi Vangeli canonici o con gli studi teologici che si sono interessati della Maddalena. Eviteremo soprattutto le estreme semplificazioni — o, talvolta, falsificazioni — che hanno confuso la Maddalena con altri personaggi del Nuovo Testamento o che le hanno assegnato ruoli e significati che non riusciamo a ricavare da un serio confronto con le fonti. Abbiamo letto di una Maddalena al seguito di Cristo all'interno di cornici romanticheggianti che possono anche sciogliere i cuori e dare un tocco di originalità e contemporaneità alle Scritture, ma che non corrispondono affatto al tenore del personaggio e al suo concreto operato. Preferiremo analizzare Maddalena attraverso la raffigurazione offertane da alcuni tra i maggiori artisti italiani: Donatello, Caravaggio, Piero della Francesca.
La "Maddalena Penitente" di Donatello è una scultura lignea del 1455. Sappiamo che il XV secolo non fu particolarmente fortunato per la Chiesa romana, che pure ebbe un ruolo insostituibile nella fioritura delle arti, nonché nella formazione della fisionomia politico-culturale del continente europeo. Nel XV secolo sempre più, anzi, si tende a vedere i segni di quella temperie culturale che porterà allo scisma luterano e alla nascita dei movimenti religiosi protestanti in opposizione al cattolicesimo. Come mai l'artista affermato, genio riconosciuto anche nel suo tempo, decide di dedicare un'opera tanto importante a un personaggio umile, sofferente, affaticato dai digiuni e dall'astinenza? Come mai Donatello non ci regala un'immagine trionfalistica della donna che per prima "sa" della resurrezione di Cristo e, conseguentemente, per prima riceve l'invito ad annunciare la Notizia?  



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