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LETTURE/ Pseudo-golpe in Turchia, da Atatürk al nuovo "stato islamico"

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Erdogan invece in questi anni ha saputo muoversi con atteggiamenti metamorfici davvero unici, prima mostrandosi aperto al dialogo e promotore della pace, poi reprimendo le proteste, poi usando l'instabilità politica alle frontiere per martellare la resistenza curda… Da un lato il presidente turco si mostra pronto a entrare in Europa, usa con maestria l'arma degli immigrati trattenuti al di qua del muro europeo, tesse relazioni e ottiene promesse dall'amica Germania. D'altro canto reprime l'informazione di opposizione, usa toni violenti e radicali contro chiunque osi parlare di "genocidio armeno", ogni altro giorno promuove direttamente o indirettamente azioni di islamizzazione della vita civile e delle tradizioni turche.
In particolare su quest'ultimo punto, Erdogan negli ultimi mesi ha quasi del tutto gettato la maschera: il 4 luglio, nemmeno due settimane fa, un muezzin, dopo ottant'anni dalla musealizzazione del complesso voluto da Ataturk, ha intonato la preghiera dalla Basilica di Santa Sofia. Un'altra Santa Sofia, questa volta a Trebisonda (Trabzon in turco), edificata nel 1250, è stata convertita in moschea nel 2013. Il maggio scorso si sono ultimati i lavori di restauro e di "adeguamento al culto", con il placet delle autorità di Ankara, e solo allora è arrivata la conferma che il ciclo di affreschi del XIII secolo all'interno della chiesa è stato distrutto, e che i mosaici sono stati coperti con intonaci. Quanti giornali hanno ripreso questa notizia? Quante televisioni ne hanno parlato? Quanta differenza c'è tra i Buddha di Bamiyan fatti saltare in aria, tra le rovine di Palmira prese a colpi di piccone, e questa azione di deliberata e gratuita distruzione del patrimonio artistico e culturale turco nel senso di una islamizzazione sempre più violenta e settaria?
E arriviamo al secondo aspetto: cosa capiterà adesso? Non credo a chi afferma che il golpe sia stato orchestrato da Erdogan per "darsi potere". Forse ha atteso al varco i golpisti, sulle cui intenzioni potrebbe essere stato informato con giusto anticipo dai servizi segreti, o da parti lealiste delle forze armate. Quale che sia la verità, di certo Erdogan ha dimostrato di voler ottenere il profitto maggiore dal momento propizio: prova ne sia la purga dei circa tremila magistrati licenziati a poche ore dalla risoluzione del golpe… O le cancellerie del governo turco sono molto veloci a scrivere, o quei nomi erano già su una lista, pronta a saltar fuori al momento opportuno. Le televisioni che hanno trasmesso la manifestazione a sostegno di Erdogan la sera successiva al fallimento del golpe hanno mostrato piazze occupate da migliaia di persone che gridavano "Allahu akbar".
In altre parole, appare chiaro come Erdogan stia muovendo con decisione verso la totale islamizzazione del paese. Se, come ormai è probabile, riuscirà a fare approvare la riforma costituzionale, la laicità dello stato voluta da Ataturk, da alcuni anni già pesantemente messa in discussione, sarà un ricordo.



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COMMENTI
21/07/2016 - La deriva Occidentale (ALBERTO DELLISANTI)

Il 10% circa della popolazione della Federazione Russa è di religione musulmana (tra praticanti e non praticanti che siano). La Russia è l'unica Potenza mondiale, oggi, a garantire di combattere il fondamentalismo estremista e multi stragista che ha ormai mosso guerra quantomeno all'Europa (ma gli USA non è che non siano sotto tiro, e vedremo se gli jiahdisti non riterranno che il Brasile - con le Olimliadi - sia una succursale dell'Occidente euro-americano da colpire il più violentemente possibile). La popolazione musulmana è pure destinata ad aumentare, non solo perchè prolifica, ma anche per fenomeni di immigrazione, in Russia, da Repubbliche di popolazione musulmana che fecero parte della ex Unione Sovietica. Malaguti ci dice parecchie verità sul pericolosissimo Erdogan, ma anche lui sta nel coro dell'inevitabilità che la Turchia resti nella NATO (vuoi per problema immigrazione, vuoi per...) Manca il coraggio di rompere con una Turchia sempre più Paese canaglia al suo interno tanto quanto nel Medio Oriente e Nord Africa. Abbiamo paura che si allei con la Russia? Magari! La Russia sarebbe un antidoto affidabile all'irresistibile precipizio erdoganiano.