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LETTURE/ Giampiero Neri, la sorpresa dell'essere è sempre dietro l'angolo

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Giampiero Neri (Foto Davide Coltro)  Giampiero Neri (Foto Davide Coltro)

"Una corrispondenza che credevi interrotta / ritorna con misteriosi legami / considera la tua fedeltà al passato". Scelsi questi versi di Giampiero Neri come incipit della mia tesi, che davvero poco aveva da spartire con la poesia, dato che si trattava di un saggio di storia militare. 

Eppure, quell'incipit fu per me un riconoscimento naturale alla sua amicizia, un "grazie" per l'incontro con la sua scrittura, così reticente ed evocativa, così attenta ai dettagli come un grande polittico fiammingo. 

Neri (Erba, 1927) è un maestro schivo delle nostre lettere, un "irregolare", che iniziò a pubblicare tardi, sulla soglia dei 50 anni, dopo una vita passata a lavorare in banca, e che sorprese subito per l'originalità dell'ispirazione. All'uscita della sua opera prima, L'aspetto occidentale del vestito (Guanda, 1976), Giovanni Giudici sul Corriere della Sera lo accolse così: "Neri ha scritto pochissime poesie e non sarà mai un autore 'eloquente' nel senso della quantità, ma per la densità di esperienza da cui deriva e su cui si apre il suo avaro e austero discorso è come se ne avesse scritte (ne ha scritte) moltissime e infatti il senso più profondo della sua invenzione si svolge piuttosto al come che non al che cosa". 

Neri scrive poesie come cammei: è interessato alla storia (il tragico biennio 1943-1945), al multiforme volto del male, a custodire il valore della memoria (virtù non indifferente nel nostro tempo così smemorato). Non è un caso, quindi, che uno dei suoi primi riferimenti sia stato Omero, forse più quello violento e "ispido" dell'Iliade rispetto a quello "seducente" dell'Odissea

Un testo decisivo per entrare nel laboratorio di Neri è la poesia che dedicò a Edoardo Persico ("Dallo stesso luogo", Poesie 1960-2005, Oscar Mondadori):

"Come l'acqua del fiume si muove
contro corrente vicino alla riva
si disperde dentro fili d'erba
lontana dal suo centro
la memoria fa un cammino a ritroso
dove una materia incerta
torna con mille frammenti".

È questa la vocazione di Neri: riattualizzare il passato attraverso frammenti e dettagli che indichino un orizzonte più aperto e magari inaspettato. I personaggi di Neri, come ha sottolineato Maurizio Cucchi, vivono "in atmosfere sospese, fugaci parvenze sembrano già pronte a essere riassorbite nell'oblio, o a dissolversi d'incanto una volta per tutte, come corpi d'improvviso e dopo lungo tempo riportati all'aria e alla luce".

Neri è poeta del paradosso e dal tono oracolare. Attitudine ereditata dal suo professore più amato, a cui ha dedicato le sue prose più recenti (Il professor Fumagalli e altre figure, Mondadori 2012). Ecco qualche aforisma:

"Ogni rovescio / ha la sua medaglia"; "Chi trova un tesoro / trova un amico"; "La velocità è diabolica". 



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