BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Mondo liquido contro confini, la trappola di un'alernativa sbagliata

Pubblicazione:

Immagine dal web  Immagine dal web

Quella di aver assunto la consapevolezza di una pretesa superiorità intellettuale che spesso porta quelli che vogliono costruire ponti a guardare gli uomini dei muri dall'alto in basso. Ed è evidente, se ci fermiamo un attimo a pensare, che questa contrapposizione non può portare lontano. È una prospettiva che non capisce il punto di vista di coloro che stanno cercando, faticosamente, di costruirsi un'identità.

Ecco perché l'immagine della Grande Muraglia cinese spiega bene questa situazione: "La Grande Muraglia - spiega Baricco - era tecnicamente inutile (i nemici entravano costantemente da tutte le parti) però rappresentava uno strumento, non tanto per tenere lontano il diverso quanto per tenere compatto chi era dentro. Al mondo c'è un sacco di gente che si alza al mattino e non ha un'identità precisa. Queste persone amano i muri e si alzando volentieri con la Grande Muraglia. Non possiamo costruire nessun ponte se ogni volta non mettiamo un mattone di aiuto per coloro che non sono in grado da sé di formarsi un'identità. Se no, li mandiamo allo sbando. Il mondo aperto e liquido lo vogliono quelli più in gamba e il mondo del business. Se vogliamo un campo aperto dobbiamo costruire i giocatori prima del campo, ed ecco, per tornare all'inizio, l'importanza del tema dell'educazione". Se non lo capiamo, se li emarginiamo e li guardiamo con sufficienza non faremo mai un passo avanti nel dialogo interculturale.

"L'interculturalità - ha concluso Baricco - non è mai un problema se non quando si presenta come confronto tra poveri e ricchi. Il problema nasce quando l'incontro tra le culture diventa necessario per un'incombenza economica. Dobbiamo deciderci per un'idea di giustizia sociale assai diversa da quella che abbiamo oggi. Quella che abbiamo è arrugginita".

Queste sono le sfide dell'Europa e dell'Occidente di oggi. Parole come confine, identità, muri, ponti, ricchi, poveri, educazione e giustizia sociale devono diventare il centro della discussione vera sia nei palazzi delle Nazioni Unite che ai consigli europei e ai G8. Ma anche nelle scuole e nelle famiglie. Se vogliamo provare a costruire un mondo con meno tensioni, paure, divisioni dobbiamo partire da queste riflessioni per provare ad andare avanti. Per mettere un mattone che consolidi un'identità e allo stesso tempo cominci a costruire un ponte.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/07/2016 - Brava Lucia! (Giuseppe Crippa)

Vedo che finalmente anche una bella donna che non sa nulla di scienza delle costruzioni comincia a rendersi conto che i ponti non hanno senso se non esistono i muri…