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LETTURE/ La “voce” della bellezza nella Maddalena di Piero della Francesca

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Maria Maddalena di Piero della Francesca, particolare  Maria Maddalena di Piero della Francesca, particolare

Piero della Francesca, che certo ebbe frequentazioni intellettuali neoclassiciste e che della riscoperta del classico era egli stesso parte, secondo le declinazioni nuove del XV secolo, non poteva limitarsi a "fotografare" o a creare artificialmente una bellezza costruita secondo canoni altrui. Non si arriva a Platone senza confutare Trasimaco, non si può giungere alla Verità se prima non si è definitivamente abbandonata la legge del più forte e non si sono sconfitti tutti i codici della giustizia vendicativa. Per questa via, Piero della Francesca è a proprio modo parte di un'esegesi della Scrittura che incontra la cultura e che grazie alla cultura si vivifica nel tempo, più che irrigidirsi in meri schemi teorici.

La nobiltà del buon cuore è superiore alla algida perfezione formale: la posa fiera di Maria Maddalena, il viso ampio e concentrato, lo sguardo innalzato non discendono da una vittoria militare o da un superiore ceto sociale a cui appartenere. Nascono proprio dal "sacrificio" dell'ampolla, dalla possibilità di innalzarsi che si attua soltanto scegliendo di scendere sino a lavare e a purificare dal basso la propria coscienza. Ecco perché la Maria Maddalena di Piero della Francesca, nascosta nell'arcata che la incornicia, non è retaggio del passato, ma voce viva della grazia femminile di ogni tempo.



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