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SPILLO/ Fuori gli inglesi dall'Ue, ma l'inglese vince ancora (nonostante Juncker)

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Poco rumore per molto, verrebbe da dire. L'inglese resterà una delle lingue ufficiali della European Union anche dopo la Brexit, come affermato dal commissario europeo Günther Oettinger su Twitter "the Irish are staying & the Scots might come in", "Gli Irlandesi restano e gli Scozzesi potrebbero entrare". Il tweet è confermato dal comunicato del 28 giugno della European Commission Representation in Irlanda, che ha smentito le voci relative alla caduta dell'inglese come lingua ufficiale della European Union.
L'inglese, oltre ad essere la lingua ufficiale di un paese che ha detto no all'Unione Europea, è anche la lingua dominante fra quelle in uso, le cosidette working languages, della EU, e supera ampiamente le altre due, francese e tedesco, come accade per il mondo economico, finanziario, scientifico; anche in ambito politico europeo l'inglese è lingua di scambio e contatto fra i paesi dell'Union, anche perché molti dei paesi di più recente entrata lo hanno scelto come seconda lingua.
Ciò non toglie che tutti abbiano notato l'uso esclusivo da parte del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker del solo francese e tedesco in occasione della conferenza del 28 giugno, mentre in occasione di altre crisi passate aveva utilizzato in maniera consistente la lingua di Albione. Un modo di sottolineare che the United (si spera) Kingdom era out: fuori il paese, fuori la lingua, fuori la nazionale? Una semplice sottolineatura personale del presidente della commissione? Si è visto come Juncker abbia replicato al battimani di Farage, sostenitore della Brexit, ricordandogli (in inglese) che era l'ultima volta che applaudiva lì, e che gli inglesi avrebbero dovuto accettare le conseguenze della loro scelta. Oppure un suo contributo al tentativo di erodere lo spazio di utilizzo della lingua inglese a favore delle sorelle minori, in nome del multilinguismo, bandiera ufficiale della EU, a protezione della pari dignità di tutti gli stati membri? Dopotutto, ogni stato indica la lingua ufficiale alla EU, e le lingue ufficiali della EU sono tutte quelle degli stati. Ma l'inglese, si è detto, resterà.
Nessun cambio delle lingue di utilizzo della EU, e anche  nessuna risalita delle lingue francese e tedesca, e nessun maggior utilizzo di personale fluente nella nuova (ma quale?) lingua comunitaria di scambio, o perlomeno nelle due restanti, tedesco e francese, che da sempre premono per un maggior utilizzo a Brussels. E anche con la Brexit, sembra che non riusciranno nel loro intento.



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COMMENTI
11/07/2016 - commento (francesco taddei)

donna silvia l'inglese è la lingua dei vincitori americani che comandano l'europa e la comanderanno anche senza la gran bretagna. i francesi e i tedeschi hanno un'identità nazionale e la promuovono perchè l'amano. noi italiani non amiamo la nostra identità e siamo imbevuti di esterofilia perchè l'italiano è da provinciali o da fascisti, l'inglese è da moderni, l'inglese è per chi si sente superiore all'italietta e preferisce amare i sogni esteri che la realtà popolare nostrana. a cominciare da lei, che con la sua esterofilia da puzza sotto al naso ci uccide un po' di più. ogni giorno di più.