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MEETING RIMINI/ Violante: 1946-2016, l'incontro con l'altro e i suoi "nemici"

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Enrico Merlinguer stringe la Mano a Aldo Moro (Foto Wikipedia)  Enrico Merlinguer stringe la Mano a Aldo Moro (Foto Wikipedia)

La mostra del Meeting di Rimini "L'incontro con l'altro: genio della Repubblica. 1946-2016" intende contribuire a far comprendere il senso della storia di questi settanta anni. La vita della Repubblica è vita di grandi personalità e di comuni cittadini. Le classi dirigenti del dopoguerra hanno avuto il merito di valorizzare, nella Ricostruzione, l'iniziativa di grandi parti del popolo fino a quel momento escluse dalla scena pubblica. Questa intuizione di fondo, che vede il popolo come fattore dinamico della storia italiana, si dipana nelle sale, nei video e negli incontri lungo diverse linee: politica, economia, cultura, religione, società.
Il settantesimo compleanno della Repubblica diventa una preziosa occasione per trarre suggerimenti dalle fasi positive della nostra storia. Ci siamo forse abituati a una vita pubblica come conflitto privo di regole. Ma non sempre è stato così: il nostro Paese si è costruito grazie al compromesso virtuoso non solo tra culture diverse ma anche tra diverse concezioni della democrazia, quella repubblicana e quella liberale.
La prima concepiva la democrazia come "assenza di dominio". L'altra concepiva la democrazia come "assenza di interferenze" nella vita privata. Entrambe le concezioni avevano aspetti positivi, ma nessuna delle due era esente da rischi. Perché l'assenza di dominio non si trasformasse in dominio dell'anarchia, era necessaria la virtù civica, intesa come virtuosa partecipazione alla vita pubblica, che permette al cittadino di non essere suddito e richiede l'adempimento di specifici doveri civili.
L'idea repubblicana della democrazia è fondata sul diritto-dovere di far parte della res publica e offre quindi una visione positiva della politica. Il liberalismo garantisce pienamente le libertà individuali, ma ha una visione negativa della politica, sospettata di essere preda di interessi e passioni particolari. La visione fondata sul primato dei doveri può portare ad una torsione moralistica dell'impegno politico mentre la concezione liberale, fondata sul primato dei diritti, può condurre ad un disinteresse per la cosa pubblica.
Di qui la necessità di un compromesso, che nella Costituzione si è tradotto in un equilibrio tra doveri civici e diritti individuali. Il compromesso, che per tanti oggi è sinonimo di malaffare e debolezza, è stato invece la forza che, pur tra non piccole contraddizioni, ci ha permesso di superare anche le fasi più difficili. Purtroppo il seme repubblicano è stato lentamente, nel corso degli anni, sovrastato da una lettura liberale della democrazia (non raramente male interpretata) che ha messo in primo piano i diritti, oscurato i doveri e aperto la strada all'antipolitica. È necessario un riequilibrio. Consapevoli di questi problemi, la migliore chance per affrontare le sfide che abbiamo di fronte è quella di ritrovare le ragioni di un impegno condiviso e di valorizzare i doveri civici come accadde all'inizio della nostra storia repubblicana. Il passato dev'essere il prologo del futuro, come dice un personaggio de La Tempesta di Shakespeare.



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COMMENTI
13/08/2016 - L'altro è una risorsa... (giorgio alberto crotti)

Fantastico ci voleva Violante a spiegarlo, veramente un concetto cattolico! Ma sono una risorsa anche i pensionati costretti ad andare a vivere all'estero per quadrare i bilanci e i giovani schiavi che prendono 400 euro al mese per otto ore di lavoro? Ma mi faccia il piacere...!