BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Realacci: "Laudato si'", un manifesto per il sistema-Italia

Pubblicazione:

Papa Francesco in Polonia (LaPresse)  Papa Francesco in Polonia (LaPresse)

Il compito della giustizia è insostituibile. Però se è lenta e farraginosa, si aprono gravi questioni rispetto alle quali bisogna stare attenti, perché le leggi devono essere applicabili.  Ricordo quanto accaduto alcuni anni fa, durante il governo Berlusconi. Era stato introdotto nella regione Campania un reato penale per l'abbandono di rifiuti ingombranti. Una follia, perché attivare un processo penale con tutto quello che ne consegue di impegno, di risorse, di passaggi, di tempi perché si lascia un materasso per strada o un comodino rischia di coprire reati più gravi. Quasi la creazione di un rumore di fondo in grado di occultare azioni veramente gravi contro ambiente e territorio. Una cortina di fumo dietro la quale si può nascondere il malaffare.

E' un discorso che vale in generale?
Ma certo. E' la stessa logica che ha determinato una situazione paradossale: in Italia sono in carcere con sentenza definitiva per reati connessi alla droga 15mila persone; in Germania 7.500. Invece per reati di tipo finanziario, quelli legati all'arricchimento illecito e ai colletti bianchi, in Italia sono in carcere 235 persone; in Germania 8mila. Non credo che in Germania si faccia meno uso di droga rispetto all'Italia, così come non mi sembra che in Italia ci siano trenta volte meno corrotti rispetto alla Germania.

Il sistema Italia, che da sempre si regge sulla piccola e media industria, come può pensare di sostenere la sfida del mercato globale? "Piccolo è bello" rimane uno slogan del passato, o è ancora attuale?
L'Italia è uno dei cinque paesi al mondo ad avere un surplus commerciale manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari. Siamo dietro solo alla Cina, alla Germania, alla Corea del Sud e al Giappone. Parte del nostro export proviene anche dalle piccole e medie aziende che costituiscono il tessuto portante della nostra struttura produttiva. Certo abbiamo anche un debito pubblico enorme, illegalità, lavoro nero, evasione fiscale,  diseguaglianze diffuse; ma per far fronte ai suoi mali antichi l'Italia deve puntare sui suoi punti di forza: qualità, innovazione, green economy, interazione con il territorio e i talenti di cui l'Italia è piena.

Sì, ma rimane il problema delle industrie italiane trasferite all'estero.
Anche questo fenomeno sta da tempo cambiando. L'Italia, dopo gli Stati Uniti, è il secondo paese al mondo nel reshoring, cioè per le industrie che ritornano a casa, perché determinati standard di qualità si ottengono solo con  uno scambio continuo e proficuo fra imprese, territori, comunità. Incorporando nei prodotti la cultura e la bellezza di cui siamo circondati, la creatività dei nostri talenti in grado di coniugare saperi antichi e nuove tecnologie. Quando parliamo di "imprese coesive" ci riferiamo a questi processi. Nel 2015 questa tipologia di imprese ha registrato aumenti del fatturato nel 47% dei casi rispetto all'anno precedente; mentre fra le imprese "non coesive" tale quota si ferma al 38%. Sono aziende che dimostrano una migliore dinamicità anche sul fronte dell'occupazione: il 10% delle "coesive" hanno dichiarato assunzioni nel 2015, contro il 6% delle altre.

Concludendo?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >