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LETTURE/ Realacci: "Laudato si'", un manifesto per il sistema-Italia

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Papa Francesco in Polonia (LaPresse)  Papa Francesco in Polonia (LaPresse)

C'è una bellissima frase di La Pira che recita: "Solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio". Non è proprio esatta dal punto di vista biologico, ma ci ricorda che per aprirsi al mondo bisogna avere un'identità e ritrovare l'orgoglio. Lo sosteneva anche un grande economista, americano e kennediano, come John Kenneth Galbraith, il quale nell'83 scriveva di come l'Italia fosse stata capace di riprendersi dopo la seconda guerra mondiale, pur non avendo né tecnologia né un'adeguata classe dirigente, sia dal punto di vista manageriale che politico e amministrativo. "La ragione vera — scriveva Galbraith — è che l'Italia ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e bellezza da città come Milano, Parma, Firenze, Siena, Venezia, Roma, Napoli, Palermo".

Papa Francesco usa parole molto severe nei confronti dell'economia lasciata a se stessa, senza una visione umana.
E ha ragione. Ho trovato molto forti e convincenti i passaggi di Papa Francesco quando scrive: "Il paradigma tecnocratico tende ad esercitare il proprio dominio anche sull'economia e sulla politica. La finanza soffoca l'economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale". E più avanti aggiunge: "la semplice affermazione della libertà economica disonora la politica". Sono convinto che, almeno in parte, l'Italia più di altri luoghi nel mondo, si avvicini al modello di un'economia più a misura d'uomo a cui si riferisce la Laudato si'. E' questo il Paese che può sintonizzarsi con il senso profondo dell'enciclica.



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