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LETTURE/ Che cosa dovremmo chiedere all'islam?

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Cordoglio dopo l'attentato di Nizza (LaPresse)  Cordoglio dopo l'attentato di Nizza (LaPresse)

Papa Francesco ha cercato, con la sua affermazione, di strappare il potere di definizione su che cos'è la religione agli estremisti, evidenziando che il nucleo di ogni religione è la pace. De-politicizzando così la religione, ha indicato come luogo di conflitto piuttosto la sfera politica, quando ha aggiunto che "c'è guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli". Questo riferimento alla politica deve essere però ulteriormente approfondito: perché anche la politica ha i suoi meccanismi per evitare che gli interessi, i soldi, la brama del potere ecc. portino alla guerra.
Questi meccanismi sono ad esempio lo stato di diritto, la democrazia, e specificamente in riferimento alla pace delle religioni lo stato secolare e neutrale. In altre parole, il mancante riconoscimento del "volto umano" di ogni persona, che ha valore assoluto a prescindere da qualsiasi religione, diventa per le religioni un presupposto indispensabile per evitare la loro radicalizzazione fondamentalista.
Per questo motivo, è senz'altro importante che in occasione degli ultimi attentati i leader musulmani li abbiano condannati con parole più chiare che in passato, e che per il 31 luglio abbiano invitato la comunità musulmana a partecipare alle messe cattoliche come segno della loro solidarietà. Ma fin quando mancano affermazioni chiare sulla democrazia e i diritti secolari e quindi una chiara distinzione tra religione e politica anche da parte del mondo musulmano, come presupposto per una vera integrazione dei cittadini di fede musulmana in una società civile secolare, purtroppo non esiste un vero meccanismo per distinguere il volto singolo del "terrorista" da quello del "credente musulmano".



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