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ERNST NOLTE/ La sua profezia? La guerra purificatrice verrà dal terzo mondo

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Ernst Nolte (1923-2016) (Foto da Youtube)  Ernst Nolte (1923-2016) (Foto da Youtube)

E' sul terreno dell'ideologia che si sviluppa la cosiddetta "guerra civile europea" che ha il suo apice nel secondo conflitto mondiale. Due astrazioni diaboliche, che si influenzano a vicenda e insieme di allontanano, che hanno una radice comune e rami e fronde assai lontane, cercano e trovano le ragioni della loro stessa esistenza nel futuro che intendono preparare e di cui si sentono intimamente portatrici, attraverso l'uso sistematico dello sterminio. La lotta non è più rivolta ad un re, ad un esercito, ad uno stato, ma a universi umani incompatibili con la missione originaria. Rendere il mondo più bello attraverso l'uso sistematico della morte. Qui c'è Robespierre, l'incorruttibile, l'asceta, il perfetto.
L'ultimo Nolte faceva tuttavia i conti con la caduta del muro di Berlino. A poco più di dieci anni da quell'evento, accertata e celebrata la fine dell'Europa delle ideologie, si soffermava sui pericoli che il vuoto portava con sé. Guardava a Nietzsche e "all'uomo ultimo" che non ha più stelle e che vive nella mediocrità assoluta. Una condizione che potrà essere solo transitoria. Perché l'uomo anela a cose grandi. E nel vuoto diabolico anche le grandezze assumono forme diaboliche. "Verrà un giorno — mi diceva Nolte 15 anni fa — in cui si manifesterà la volontà di fare qualcosa di grande, di importante, di uscire dalla mediocrità. Tutto ciò sarà prepotente e produrrà effetti che non conosciamo. Una sorta di violenza purificatrice. E tutto ciò non verrà dall'Europa che nel vuoto ha trovato un accettabile sistema esistenziale. Verrà dal Terzo mondo. Si, la guerra purificatrice verrà dal Terzo mondo".



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