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SANTI AMERICANI/ Cercare e guarire, così il Vangelo ha cambiato il Nuovo Mondo

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Gli autori menzionano a un certo punto gli "interrogativi che sorgono di fronte all'opera missionaria: come leggere oggi, nel mondo postcoloniale e postmoderno, la storia delle missioni cristiane e qual è il ruolo di un missionario nel mondo in cui viviamo?" (p. 91). Il libro non si offre di dare risposta a questi interrogativi, e tanto meno lo presume il sottoscritto. Ricordo soltanto un'acuta osservazione di papa Francesco, che potrebbe offrire lo spunto a tutta una ricerca fra spiritualità e psicologia: "La missione nasce sempre da una vita che si è sentita cercata e guarita, trovata e perdonata" (da un'omelia del settembre 2015, citata a p. 94).
Due osservazioni, per concludere, su due immagini nelle quali l'estetica si rivela come componente essenziale dell'esperienza spirituale, e della sua descrizione. La prima riguarda la più bella di gran lunga fra tutte le lettere raccolte in questo libro: si tratta della lunga lettera che il padre gesuita Charles Garnier scrive nell'aprile 1638 al fratello Joseph in Francia, il quale vive un'esperienza di crisi spirituale (pp. 63-68). Charles, in lotta per la sopravvivenza e sempre sull'orlo del martirio (che incontrerà una decina d'anni più tardi) trova tuttavia il tempo e l'energia mentale per svolgere un'analisi profonda e simpatetica, scritta nello stile di quello che è stato giustamente chiamato "il gran secolo" in Francia, della situazione d'anima di Joseph.
Infine, un'immagine della vita di Damien de Veuster, la cui decisione di vivere nell'isola dei lebbrosi era permanente e irrevocabile: chi vi risiedeva non poteva più uscirne, e le visite erano molto difficili. "Un giorno, quando al vescovo Maigret giunto in visita fu vietato di attraccare all'isola, Damien si avvicinò con una barca alla nave su cui si trovava il vescovo e si confessò a distanza, ad alta voce in francese" (p.128; il francese era la seconda lingua di Damien, la cui lingua madre era il nederlandese). Ci sarà un poeta o un grande regista che vorrà descrivere questa confessione urlata al vento e al mare?



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