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STRAGE DI BOLOGNA/ 2 agosto 1980, quelle false "verità" che hanno ancora successo

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Bologna, manifestazione in occasione della strage (LaPresse)  Bologna, manifestazione in occasione della strage (LaPresse)

La seconda menzogna spacciata è che i magistrati avrebbero sin dal primo momento fatto indagini in tutte le direzioni, compreso il contesto internazionale in cui la strage potrebbe essere maturata.
Le cose non stanno così. Un magistrato come il dott. Grassi dovrebbe sapere che i suoi colleghi Enrico Di Nicola e Paolo Giovagnoli hanno dichiarato, e più volte ripetuto, in sedi istituzionali come la stessa Commissione parlamentare d'inchiesta, che prima del 2005 agli atti del Tribunale non esisteva alcun riferimento a terroristi come Thomas Kram, Abu Saleh Anzeh e Carlos.
La verità è che esistevano. Forse sarebbe più corretto dire che forse non c'è stato un precipuo interesse a valorizzare tali fonti per quel che avrebbero potuto essere: lo stimolo a indirizzare le indagini su una pista diversa da quella della del neofascismo stragista, cioè sul terrorismo arabo-palestinese, sostenuto dal duce libico  Gheddafi e dall'Unione Sovietica.
Protagonisti sono terroristi tedeschi Thomas Kram e Christa Margot Frohlich, presenti (senza dubbio il primo) a Bologna proprio il giorno della strage. Erano attivisti dell'ultra-sinistra tedesca. Alcuni (come Kram) vantavano un'esperienza anche negli  esplosivi. Avevano inizialmente militato nelle Revolutionäre Zellen (Cellule rivoluzionarie), poi nel famigerato gruppo Carlos.
Ebbene su di essi, con grandissimo ritardo, la procura di Bologna aprirà un'inchiesta. Durerà nove anni, e si concluderà il 30 luglio 2014 con l'archiviazione su proposta di giudici che avevano dimostrato indipendenza e capacità di giudizio come Enrico Cieri, Roberto Esposito e Bruno Giangiacomo. Anche per loro la presenza a Bologna del terrorista Thomas Kram lascerà un grumo di domande rimaste finora senza risposte adeguate.
Gli indagati erano, insomma, due pericolosi terroristi. Sono, almeno in un caso certamente, a Bologna il 2 agosto. Ma valeva la pena di dire, in una trasmissione come La grande storia, che si è cominciato a fare indagini su di loro solo 25 anni dopo?
Da parte di molti magistrati si è preferito attenersi alla verità di Stato subito fatta circolare: la strage era di origine fascista. Di qui l'appello rivolto agli antifascisti di ogni rango  perché la sostenessero con ogni mezzo possibile.
L'Associazione dei familiari delle vittime, per bocca del suo presidente, è arrivata a oltrepassare il limite dell'impudenza e dell'intimidazione. In data 1° ottobre 1996 ha, in buona sostanza, preteso che il senatore Giovanni Pellegrino venisse revocato dall'incarico (o provvedesse a farlo egli stesso autonomamente), al quale era stato appena confermato dal parlamento, di presidente della Commissione parlamentare  sulle stragi.
Nel comunicato, classicamente da pression group, l'accusa mossa era che "con questa decisione si sia rinunciato a colpire responsabili e mandanti politici del terrorismo e delle stragi, ossia quanti hanno utilizzato il terrorismo quale strumento di lotta politica. Pensiamo che questa nomina rappresenti un ulteriore passo, tra quanti manifestati e compiuti, di una volontà politica che tende a rimuovere un colpevole passato assolvendo di fatto i responsabili".



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COMMENTI
02/08/2016 - Sentimenti contrastanti (Giuseppe Crippa)

Conoscere, anche grazie all’opera meritoria del prof. Sechi, le relazioni del terrorismo palestinese con questa vicenda e veder oggi partecipare anche la Comunità Islamica di Bologna alla cerimonia in ricordo delle vittime della strage di Bologna con uno striscione “Contro tutti i terrorismi” induce sentimenti contrastanti. Non tutti sono riferibili…