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AMERICAN DREAM/ Da Santa Teresa a Damien de Veuster, quegli "infallibili" costruttori di storia

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Foto d'archivio  Foto d'archivio

Secondo: la capacità di incontrare l'altro entrando nel suo territorio senza aspettare che l'altro scenda ai nostri patti. Il sacerdote belga Damien de Veuster, morto nel 1889 e canonizzato nel 2009 anche in seguito ad una vecchia petizione di Madre Teresa, scelse di andare a vivere in un lebbrosario alle Hawaii. Bello l'ambiente, pessimo l'albergo, si potrebbe dire. Infatti qui visse e trovò ancor giovane la morte. Il santo dei lebbrosi offre alla storia un fulgido esempio di come sia possibile all'uomo entrare in dialogo con l'altro: occorre spezzare le catene psicologiche della malattia (se possibile anche quelle fisiche) e rispondere alle domande che provengono dal cuore. Damien come Madre Teresa ci risolve un piccolo problema: non siamo né quello che mangiamo, per fortuna, né quello che il potere vuole che (non) siamo. I lebbrosi li avevano relegati su un'isola proprio per non vederli, come oggi non vediamo i martiri di Aleppo o della Somalia. Quando gli europei scoprirono l'America sorse la stessa questione: gli indios non vogliamo "vederli" come uomini, perciò possiamo sfruttarli. Per fortuna arrivò Las Casas a ribaltare il concetto.
Terza questione, i santi non si crogiolano nel loro brodo buonista. Sono spesso esigenti con se stessi e con gli altri. Soprattutto sono grandi costruttori. Il fenomeno delle reductiones in Paraguay e adesso possiamo dire nell'America del Nord nasce da questo impeto costruttivo finalizzato a rispondere ai bisogni materiali. Proprio quelle risposte che nella storia i rivoluzionari hanno consegnato all'abbattimento previo della società ingiusta. I santi non hanno aspettato. Ci hanno messo la faccia, come si dice. E hanno edificato scuole, ospedali, fabbriche, banche. Per tutti, non per quelli del "giro". Accade così che Lionel Hampton abbia studiato in una scuola eretta da santa Katharine Drexel. Senza i santi, dunque, non avremmo nemmeno il grande jazz. Oh, when the saints…



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