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LETTURE/ Tondelli, il passaggio attraverso l'inferno in terra

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Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) (Foto huffingtopost.it, Fondazione Tondelli)  Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) (Foto huffingtopost.it, Fondazione Tondelli)

Uno degli aspetti che più emerge dalla scrittura di Tondelli è la proiezione del proprio mondo interiore attraverso la narrazione di fatti immaginati: l'autore cerca la finzione per potersi osservare allo specchio sotto le spoglie di un personaggio letterario. Come conferma Panzeri: "Questo è il punto centrale di Camere separate, un percorso legato a quella che chiama la "fenomenologia dell'abbandono" che Tondelli inizia a metà degli anni Ottanta, scegliendo uno stile che rimanda all'ultimo Cristopher Isherwwod, l'autore di Addio a Berlino".

Oltre alla sua curiosità intellettuale e all'amore per la scrittura come segno del vissuto, la precisione portava Tondelli a non amare il pressapochismo soprattutto quando si manifestava nell'esercizio critico, come ci racconta ancora Panzeri: "Quel pressapochismo già iniziava a serpeggiare tra certi critici e dava, secondo Tondelli, la libertà di sbagliare il nome di una località o di confondere i protagonisti, sapendo che questa mancanza di attenzione fondamentale non avrebbe per nulla intaccato il loro ruolo. Aveva visto giusto perché il vizio si è diffuso negli anni successivi alla sua morte, portandosi dietro altre impunite 'false libertà': ritornare alle vecchie abitudini dei salotti e delle 'cricche critiche', per cui a essere favoriti sono solo gli amici o i prescelti dal 'summit' critico; affidarsi con calcolo alle pressioni degli uffici stampa e fare, in toto, il gioco editoriale della grancassa".

Sarebbe ingiusto relegare l'opera di Tondelli a un momento estremo della letteratura e non fare tesoro dei frutti della sua ricerca come uomo e scrittore. La sua eredità intellettuale non risiede solo nei suoi libri ma anche nella memoria di chi lo ha conosciuto: "Un uomo sensibilissimo, dolce e curioso. Osservava quasi come uno scienziato la corrente che trascinava gli altri ma non lui. Una grande perdita per la letteratura al di là dell'aspetto sentimentale. Bisognerebbe leggere tutte le pagine di Tondelli, anche le più estreme, perché testimoniano un momento di passaggio attraverso l'inferno in terra" (Guido Conti).

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